Se nel 2026 avete provato ad assemblare un PC, lo avete notato al primo carrello: la voce che pesa di più non è la CPU, spesso nemmeno la GPU. È la RAM.
I numeri della crisi
- A metà ottobre il prezzo minimo negli Stati Uniti per un kit 32 GB DDR5-6000 si aggirava intorno ai 450 dollari.
- Le stime di TrendForce per il quarto trimestre indicavano inizialmente rincari del 10–15% sulla DRAM convenzionale, poi riviste verso il +20%.
- Secondo le analisi riprese da Gartner, DRAM e SSD sono saliti complessivamente di circa il 130% nel 2026, con un aumento del prezzo medio dei PC stimato intorno al 17%.
- Unico segnale di tregua: i prezzi contrattuali delle NAND si sono fermati, per la prima volta dopo 21 mesi consecutivi di rialzi.
Nota della redazione: alcune di queste cifre circolano soprattutto tramite fonti secondarie; le aggiorneremo con i dati ufficiali dei report trimestrali.
Perché succede
I produttori di memoria hanno spostato capacità produttiva verso le memorie ad altissima banda (HBM) destinate agli acceleratori AI, molto più redditizie. La DRAM “normale” per PC e smartphone è diventata, di fatto, un prodotto di serie B. Gli effetti si vedono ovunque: dal rincaro di Nintendo Switch 2 ai ritardi delle nuove GPU.
Cosa fare se dovete comprare
- Non sovradimensionate: per il gaming 32 GB restano il punto ideale, 64 GB solo se lavorate con video, AI locale o macchine virtuali.
- Valutate DDR5 più lente: la differenza nei giochi tra 5600 e 6000 MT/s è spesso marginale rispetto alla differenza di prezzo.
- Monitorate il Black Friday con prudenza: con un mercato in salita, gli “sconti” vanno confrontati con lo storico dei prezzi, non con il prezzo di listino.
Teniamo aggiornato il nostro Osservatorio prezzi proprio per questo: capire quando un prezzo è davvero buono.





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