OnePlus lascia l’Europa: niente nuovi prodotti, ma aggiornamenti e garanzia restano

La notizia che circolava da mesi è diventata ufficiale la mattina del 16 luglio 2026: OnePlus non lancerà più nuovi prodotti in Europa e in Nord America. La conferma è arrivata con due comunicati paralleli, uno del marchio e uno della capogruppo Oppo, che inquadra la decisione dentro una riorganizzazione più ampia. Nello stesso pacchetto, Oppo ha annunciato che Realme farà il percorso inverso: si concentrerà sui mercati internazionali e smetterà di lanciare prodotti in Cina.

Cosa resta garantito a chi ha già un OnePlus

Per chi in Italia possiede uno smartphone, un tablet o un paio di auricolari OnePlus, il messaggio ufficiale è rassicurante almeno sulla carta. Secondo quanto comunicato:

  • aggiornamenti software e patch di sicurezza continueranno a essere distribuiti entro il periodo di supporto inizialmente previsto per ciascun modello;
  • i canali di assistenza clienti restano aperti;
  • garanzia e diritti del consumatore previsti dalla legge non vengono toccati.

Il punto più delicato riguarda il software. Dopo il rilascio ufficiale di ColorOS 17, i dispositivi OnePlus idonei in tutto il mondo potranno passare volontariamente a ColorOS, l’interfaccia di Oppo. Chi lo fa potrà tornare a OxygenOS, ma le versioni disponibili per il ritorno non sono ancora state comunicate.

Perché succede

I segnali c’erano già da gennaio 2026: siti OnePlus reindirizzati verso Oppo, personale spostato o uscito dal gruppo, una gamma sempre più sovrapponibile a quella Oppo. SmartWorld, che aveva anticipato l’annuncio citando WinFuture, ricordava anche il malcontento di parte dell’utenza per pratiche di garanzia gestite con buoni sconto poco pratici. La versione ufficiale parla di consolidamento delle risorse e di sinergie di prodotto a livello globale. In Cina, invece, la roadmap OnePlus resta invariata.

Cosa fare se si stava pensando di comprarne uno

Le scorte presenti nei canali di vendita europei, secondo le ricostruzioni pre-annuncio, si esauriranno senza riassortimento. Un OnePlus acquistato oggi in un negozio italiano resta un prodotto coperto da garanzia legale, ma conviene fare tre verifiche prima del pagamento:

  • controllare quanti anni di aggiornamenti erano stati promessi al lancio per quel modello;
  • preferire rivenditori italiani o europei, che rispondono direttamente della garanzia legale;
  • valutare il prezzo: uno sconto aggressivo può avere senso, ma non a parità di prezzo con alternative di brand che continueranno a presidiare il mercato.

La nostra lettura

Per il mercato italiano è la fine di un marchio che, partendo come outsider, aveva costruito una nicchia fedele fatta di prezzi aggressivi e software pulito. Da tempo però la distinzione con Oppo era diventata soprattutto estetica, e il comunicato lo certifica. Chi ha un OnePlus non deve farsi prendere dal panico: il supporto promesso resta, almeno formalmente. La scelta più delicata sarà quella su ColorOS: prima di passare all’interfaccia Oppo conviene aspettare che venga chiarito come funziona il ritorno a OxygenOS. Per chi cerca un Android di fascia alta, l’offerta di smartphone Android non manca, ma il pubblico ex OnePlus resta conteso, e Oppo, che in Italia c’è, è il primo candidato a raccoglierlo.

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