Venture capital, l’Italia supera 1,4 miliardi in nove mesi: più soldi, ma un terzo dei round in meno

L’Osservatorio trimestrale di Growth Capital e Italian Tech Alliance, presentato l’8 ottobre a Torino, consegna un dato che a prima vista è un record: nei primi nove mesi del 2026 il venture capital ha investito in startup italiane 1,465 miliardi di euro, contro gli 855 milioni dello stesso periodo del 2025. Una crescita di circa il 71%. Guardando dentro i numeri, però, il quadro è più sfumato.

I numeri chiave

IndicatoreGen-set 2026Confronto
Capitali investiti1,465 mld €855 mln € nei nove mesi 2025
Numero di round210306 nei nove mesi 2025
Round medio7 mln €4,1 mln € nell’intero 2025
Round mediano2 mln €1,1 mln €
Terzo trimestre641 mln € in 56 round–

Pochi grandi round

A spingere il totale sono soprattutto alcune operazioni di taglia europea. La più grande è la Serie D da 234 milioni di Exein, la scaleup romana della cybersicurezza per dispositivi connessi. Il software resta il settore più attivo e, insieme a scienze della vita e smart city, rappresenta il 53% delle operazioni.

Il confronto con l’Europa

Nello stesso periodo, secondo lo stesso rapporto, le startup britanniche hanno raccolto 25 miliardi di euro, quelle francesi 10,6 miliardi e quelle spagnole 2 miliardi. L’Italia resta quindi indietro anche rispetto alla Spagna, pur riducendo la distanza.

Attenzione ai metodi di calcolo

I numeri sul venture capital italiano variano molto a seconda della fonte e dei criteri: per il primo semestre lo stesso Osservatorio indicava 813 milioni, mentre altre rilevazioni, che escludono alcune tipologie di operazioni o investitori, riportavano cifre sensibilmente più basse. I confronti vanno fatti sempre all’interno della stessa serie.

La nostra lettura

Più capitali concentrati su meno società è il segno di un ecosistema che matura: i fondi preferiscono rafforzare chi ha già trazione, e i round medi crescono. Ma il calo di un terzo delle operazioni è un campanello d’allarme per la fase iniziale: se si finanziano meno startup oggi, tra tre o quattro anni ci saranno meno candidati per i grandi round. Per l’ecosistema italiano, che non ha ancora la profondità di Francia e Germania, il collo di bottiglia resta il capitale seed e pre-seed.

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