AI Act dopo l’Omnibus: le nuove scadenze, a partire dal 2 dicembre 2026

Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale non è stato smontato, ma il suo calendario è cambiato in modo sostanziale. Con il Digital Omnibus sull’AI, oggetto di un accordo provvisorio tra Parlamento e Consiglio il 7 maggio 2026 e del voto finale dell’Eurocamera il 16 giugno, l’Unione ha rinviato di uno-due anni gli obblighi più onerosi. Per imprese e pubbliche amministrazioni italiane è il momento di riallineare i piani di conformità, anche perché alcune scadenze sono a poche settimane.

Il calendario aggiornato

ObbligoData prevista in origineNuova data
Obblighi per i modelli AI per uso generale2 agosto 2025invariata, già in vigore
Watermarking dei contenuti generati, a carico dei fornitori2 agosto 20262 dicembre 2026
Divieto di strumenti di “nudificazione” e per materiale pedopornograficonuovo2 dicembre 2026
Sistemi ad alto rischio dell’Allegato III (es. selezione del personale, credito, istruzione)2 agosto 20262 dicembre 2027
AI integrata in prodotti regolati (Allegato I)2 agosto 20272 agosto 2028

Le fonti consultate concordano sulle nuove date, mentre divergono su alcuni passaggi procedurali del Consiglio: chi deve prendere decisioni vincolanti farebbe bene a verificare il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale UE.

Cosa scatta il 2 dicembre

Due novità riguardano direttamente chi sviluppa o distribuisce servizi di AI generativa. La prima è l’obbligo per i fornitori di marcare in modo rilevabile i contenuti sintetici, slittato di quattro mesi ma ormai vicino. La seconda è un divieto aggiunto dall’Omnibus: le applicazioni che creano immagini di nudo non consensuali o materiale pedopornografico diventano pratiche vietate. Per piattaforme e app store il tema non è solo tecnico ma anche di moderazione.

Cosa cambia per le aziende italiane

  • HR e banche: chi usa sistemi per valutare candidati o merito creditizio ha un anno e mezzo in più per completare valutazione dei rischi, documentazione e supervisione umana.
  • Manifattura: i produttori di macchinari e dispositivi con AI integrata guadagnano tempo fino ad agosto 2028, ma devono coordinare il lavoro con le norme di prodotto.
  • Startup di AI generativa: il watermarking va pianificato ora, con fornitori di modelli e strumenti di generazione.
  • Uso di modelli generalisti: chi si affida a fornitori come OpenAI, Google, Anthropic o Mistral beneficia già degli obblighi di trasparenza in vigore dal 2025.

Il rischio dell’attesa

Un rinvio non è una cancellazione. Le aziende che fermano i progetti di conformità rischiano di trovarsi nel 2027 con poco tempo e fornitori sovraccarichi. Nel frattempo restano in vigore GDPR, norme sulla responsabilità di prodotto e, per i servizi digitali, DSA e DMA, che già oggi incidono su come l’AI viene distribuita in Europa.

La nostra lettura

L’Omnibus risponde alle critiche di chi vedeva l’AI Act come un freno alla competitività europea, ma introduce anche nuova incertezza: le date sono cambiate una volta e potrebbero cambiare ancora. Il consiglio pratico è usare il tempo guadagnato per costruire processi solidi, non per rimandare. Su come i modelli aperti europei possano aiutare nella documentazione interna, si veda il nostro articolo su Mistral Large 4.

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