I dati preliminari sul terzo trimestre 2026 non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: il mercato mondiale dei PC ha perso più di un quinto dei volumi rispetto allo stesso periodo del 2025. Le due principali società di analisi usano metodologie diverse e arrivano a totali diversi, ma la direzione è la stessa.
I numeri
| Produttore | Spedizioni Q3 2026 (IDC) | Quota | Variazione annua |
|---|---|---|---|
| Lenovo | 14,9 milioni | 23,8% | -22,6% |
| HP | 10,3 milioni | 16,5% | -30,9% |
| Dell | 7,6 milioni | 12,1% | -25,0% |
| Apple | 5,9 milioni | 9,5% | -11,3% |
| ASUS | 5,5 milioni | 8,7% | -8,6% |
| Altri | 18,4 milioni | 29,4% | -14,0% |
| Totale | 62,7 milioni | 100% | -20,1% |
Gartner conta 55,4 milioni di unità, con un calo del 22,4% che riporta il mercato ai livelli di inizio 2023. Per Gartner tutti i primi sei produttori sono in calo; HP registra la flessione più forte, mentre Apple è quella che perde meno e guadagna 1,7 punti di quota.
Le cause
Le due società concordano sul fattore principale: il prezzo. Secondo Gartner, nel secondo trimestre il costo della DRAM è cresciuto di circa cinque volte su base annua e ora è interamente trasferito sui listini dei PC. A differenza di crisi passate, il calo non nasce da magazzini troppo pieni ma da prezzi più alti, da produttori che danno priorità ai componenti scarsi e da uno spostamento verso configurazioni più costose. Meno modelli economici significano meno sostituzioni da parte dei consumatori.
IDC aggiunge un elemento: nella prima metà dell’anno rivenditori e distributori avevano anticipato gli acquisti per evitare i rincari attesi, riducendo gli ordini nel terzo trimestre. Il calo delle spedizioni, quindi, non coincide esattamente con quello delle vendite al pubblico.
Chi resiste e perché
- Apple: la domanda di Mac per l’AI locale ha sostenuto i volumi nonostante i rincari dei listini.
- ASUS: il calo più contenuto tra i primi cinque secondo IDC, -8,6%.
- Aziende: Gartner nota che le imprese concentrano la spesa su investimenti mirati, come workstation e AI PC, invece che su rinnovi di massa.
Cosa significa per l’Italia
Per famiglie e PMI italiane il messaggio pratico è che i prezzi non scenderanno a breve: IDC prevede listini ancora elevati e avverte che il peggioramento del quadro macroeconomico potrebbe pesare sui prossimi trimestri. Chi deve sostituire un computer per la fine del supporto di Windows 10 o di Windows 11 24H2 ha davanti un mercato più caro, con meno offerte nella fascia bassa. Per orientarsi, rimandiamo alla nostra guida all’acquisto di fine 2026.
La nostra lettura
La crisi della memoria sta ridisegnando il mercato PC: meno pezzi, prezzi medi più alti, configurazioni orientate all’AI. È una dinamica che premia i marchi capaci di vendere fasce alte e penalizza chi viveva di volumi. Il rischio, per il consumatore, è che il PC torni a essere un bene da rinviare, con un parco installato sempre più vecchio e meno sicuro.




