Apple chiude l’anno fiscale a 479 miliardi: iPhone e Cina trainano il trimestre di settembre

Apple ha pubblicato i conti del quarto trimestre fiscale 2026, chiuso il 26 settembre, e il quadro è più solido di quanto la stessa società avesse lasciato intendere in estate. I ricavi si fermano a 114,5 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto ai 102,5 miliardi di un anno prima. A luglio Cupertino aveva indicato una crescita tra il 9 e l’11%: l’asticella è stata superata. È anche il primo trimestre commentato da John Ternus come amministratore delegato, dopo il passaggio di consegne con Tim Cook, ora presidente esecutivo, avvenuto il 1° settembre.

I numeri per categoria

SegmentoQ4 FY2026Q4 FY2025
iPhone57,6 mld $49,0 mld $
Mac10,8 mld $8,7 mld $
iPad6,2 mld $7,0 mld $
Wearables, casa e accessori8,3 mld $9,0 mld $
Servizi31,6 mld $28,8 mld $

L’iPhone cresce di circa il 18% e mette a segno il miglior trimestre di settembre della sua storia, pur includendo solo i primi giorni di vendita dei nuovi modelli Pro. Il Mac sale di oltre il 24%, mentre iPad e indossabili arretrano. I Servizi toccano il massimo storico con 31,6 miliardi.

Geografia: l’Europa cresce, la Cina rimbalza

Le Americhe passano da 44,2 a 48,7 miliardi, l’Europa da 28,7 a 32,0 miliardi (+11% circa) e la Grande Cina da 14,5 a 17,5 miliardi, con un balzo di circa il 21%. Il Giappone è sostanzialmente stabile a 6,5 miliardi, il resto dell’Asia-Pacifico sale a 9,7.

Margini, utile e anno fiscale

  • Margine lordo al 47,9%, di cui circa un punto legato a rimborsi sui dazi.
  • Utile per azione diluito a 2,10 dollari (+14%), con 5 centesimi attribuibili agli stessi rimborsi.
  • Ricavi dell’intero anno fiscale 2026 a 478,8 miliardi, contro 416,2 miliardi dell’esercizio precedente.
  • Dividendo trimestrale di 0,27 dollari per azione, pagabile il 16 novembre.

La nostra lettura

Il dato da cerchiare è la Cina: dopo anni di erosione, una crescita superiore al 20% indica che la gamma attuale ha ritrovato appeal anche nel mercato più competitivo per Cupertino. Per l’Europa, e quindi per l’Italia, la crescita a doppia cifra conferma che la domanda di fascia alta tiene nonostante i rincari diffusi dell’elettronica. Va però letto con attenzione il margine: senza il contributo dei rimborsi sui dazi sarebbe stato più vicino al 47%, e il tema del costo delle memorie, che pesa su tutta la filiera, resta aperto per i prossimi trimestri. Il trimestre natalizio, che includerà per intero i nuovi iPhone, dirà se l’accelerazione è strutturale o un effetto di lancio.

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