TSMC ha presentato il 15 ottobre i conti del terzo trimestre 2026 e la fonderia taiwanese conferma di essere il collo di bottiglia, e insieme il principale beneficiario, della corsa all’intelligenza artificiale. I ricavi consolidati salgono a 1.494 miliardi di dollari taiwanesi, pari a 46,7 miliardi di dollari: +41,2% in dollari su base annua e +16,2% sul trimestre precedente. L’utile netto, 763 miliardi di dollari taiwanesi, cresce del 68,7%.
Margini da industria del software
- Margine lordo: 66,4%
- Margine operativo: 58,7%
- Margine netto: 51,1%
- Utile per azione diluito: 29,43 dollari taiwanesi (4,60 dollari per ADR)
La crescita è trainata dalla domanda di chip per acceleratori AI e processori di fascia alta, che si concentra proprio sui nodi più avanzati, quelli in cui TSMC non ha oggi concorrenti in grado di produrre su volumi paragonabili.
Più della metà di ogni dollaro fatturato diventa utile netto: numeri che nel mondo manifatturiero sono un’eccezione e che spiegano il potere contrattuale di TSMC verso clienti come Apple, NVIDIA e AMD.
Il mix dei nodi
| Processo | Quota sul fatturato wafer |
|---|---|
| 2 nm | 8% |
| 3 nm | 33% |
| 5 nm | 28% |
| 7 nm | 10% |
| Totale 7 nm e inferiori | 79% |
Il debutto del 2 nm nei conti, già all’8% dei ricavi wafer, è il dato tecnologico del trimestre: il nodo più avanzato è entrato in produzione di volume e contribuisce in modo visibile già nel primo periodo utile.
Le previsioni per fine anno
Per il quarto trimestre TSMC indica ricavi tra 52,3 e 54,3 miliardi di dollari, con margine lordo tra il 65 e il 67% e margine operativo tra il 56,5 e il 58,5%, su un cambio ipotizzato di 31,8 dollari taiwanesi per dollaro. In pratica, un ulteriore salto di circa il 12-16% sul trimestre appena chiuso.
La nostra lettura
Il confronto con la concorrenza è impietoso: mentre Intel cerca clienti esterni per il suo 18A (ne abbiamo scritto qui), TSMC ha già trasformato il 2 nm in fatturato. Per l’Europa, che sta costruendo con TSMC lo stabilimento di Dresda su nodi maturi, la lezione è che i processi di punta restano concentrati a Taiwan. E con margini lordi sopra il 65%, ogni aumento di listino della fonderia finisce, a valle, nei prezzi di GPU, smartphone e PC che compriamo.




