Con la sentenza n. 13201/2026 il TAR del Lazio ha respinto il ricorso di Cloudflare e confermato gli ordini di AGCOM, insieme alla multa di oltre 14 milioni di euro inflitta a gennaio 2026.
Il contesto
Piracy Shield è la piattaforma con cui AGCOM ordina il blocco rapido di siti e indirizzi che trasmettono illegalmente contenuti, in particolare eventi sportivi in diretta. Cloudflare contestava gli obblighi imposti ai fornitori di servizi come il suo.
Cosa cambia
Secondo diverse ricostruzioni, la piattaforma è stata estesa anche a VPN e DNS, con blocchi entro 30 minuti anche per film e serie. Una scelta che ha diviso la stessa Autorità, con il voto contrario della commissaria Giomi.
La nostra posizione
Contrastare la pirateria è legittimo. Ma ogni sistema di blocco rapido senza un controllo preventivo pone un rischio concreto di errori, i cosiddetti overblocking, che colpiscono servizi leciti. Coinvolgere VPN e DNS allarga il perimetro in modo significativo: servono trasparenza sugli ordini e un canale rapido di ricorso. Seguiremo i prossimi passaggi, compreso un eventuale appello al Consiglio di Stato.




