Apple ha annunciato il 25 agosto il nuovo Mac mini, disponibile con chip M6 oppure M5 Pro. Il design esterno non cambia, ma il salto è di due generazioni rispetto al modello M4 che sostituisce. Preordini aperti subito, consegne dal 22 settembre. A far discutere, però, è soprattutto il prezzo.
Le due anime del nuovo Mac mini
| Versione | Chip | Memoria e SSD di base | Prezzo USA |
|---|---|---|---|
| Mac mini M6 | M6 con doppio Neural Engine da 16 core | 16 GB, 256 GB | 899 dollari (799 per l’istruzione) |
| Mac mini M6 | M6 | 16 GB, 512 GB | 1.099 dollari |
| Mac mini M5 Pro | CPU 15 core, GPU 16 core | 24 GB, 512 GB | 1.699 dollari |
Il modello M5 Pro può salire a CPU 18 core e GPU 20 core con 200 dollari in più, offre l’Ethernet 10 Gbit come opzione e arriva fino a 64 GB di memoria, con un sovrapprezzo di 1.000 dollari per il taglio massimo. Nonostante il nome, è la variante più potente: il chip M6 è più recente ma è la versione base della nuova generazione. La configurazione M6 con 512 GB offre tre porte Thunderbolt 4, una HDMI e l’Ethernet a 2,5 Gbit, con supporto fino a tre monitor.
Le prestazioni dichiarate
- M6 rispetto al Mac mini M4: AI fino a 4 volte più veloce, archiviazione e grafica fino al doppio, CPU più rapida del 40%.
- M5 Pro rispetto a M4 Pro: fino a 4 volte più veloce; rispetto a M2 Pro, elaborazione dei prompt dei modelli linguistici fino a 8,5 volte più rapida.
Sono dati Apple, misurati su test interni.
Prezzi in salita, domanda in crescita
Il Mac mini M4 partiva da 599 dollari fino a giugno, quando Apple ha alzato i listini citando la crisi della memoria. Ora il prezzo d’ingresso è a 899 dollari: 300 dollari in più, il 50%, in pochi mesi. Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg, il Mac mini è diventato molto richiesto da chi esegue applicazioni di AI in locale, al punto che Apple fatica a soddisfare la domanda. In Germania le testate specializzate indicano un listino di 1.049 euro per la versione 16/256 GB, con sconti online già nelle settimane successive al lancio.
Per chi ha senso
Il Mac mini resta il modo più compatto per avere un Mac da scrivania, e la memoria unificata lo rende adatto a far girare modelli linguistici in casa, come spieghiamo nella guida all’AI locale sul PC. Per l’uso d’ufficio la versione M6 base basta, mentre chi lavora con modelli più grandi o video professionali dovrebbe guardare all’M5 Pro o al Mac Studio.
La nostra lettura
Apple sembra disposta a perdere una parte degli acquirenti più attenti al prezzo pur di servire un pubblico, quello dell’AI locale, che spende volentieri. È una scelta comprensibile dal punto di vista commerciale, ma toglie al Mac mini il ruolo di Mac economico per eccellenza. Per chi in Italia lo comprava come primo Mac, il conto ora è decisamente più alto.




