Fibra fino a casa al 36% delle linee: TIM perde quota, Iliad e i piccoli operatori avanzano

L’Osservatorio sulle comunicazioni n. 2/2026 dell’AGCOM, pubblicato a fine luglio con dati riferiti a marzo 2026, conferma una trasformazione ormai strutturale della rete fissa italiana. Il totale delle linee resta stabile, intorno a 20,45 milioni, ma cambia rapidamente la tecnologia con cui gli italiani si collegano.

La rete per tecnologia

TecnologiaQuota sulle linee fisse (marzo 2026)
FTTC (fibra fino all’armadio)39,7%
FTTH (fibra fino a casa)36,1%
FWA (radio fissa)13,3%
Rame10,2%
Satellitecirca 80.000 linee

Il rame puro, un tempo la tecnologia dominante, è ormai sceso a circa una linea su dieci, mentre l’FWA, la connessione radio fissa usata soprattutto nelle aree non raggiunte dalla fibra, supera il 13%: nel segmento il primo operatore resta Eolo.

La FTTH guadagna circa 309.000 linee nel trimestre e si avvicina all’FTTC, che resta prima ma è in calo rispetto a dicembre 2025. Il sorpasso, a questi ritmi, è questione di pochi trimestri.

Più velocità per tutti

  • Le linee con almeno 100 Mbit/s sono passate dal 63,4% di marzo 2022 all’85,1% di marzo 2026.
  • Quelle oltre 1 Gbit/s sono salite dal 13,7% al 37,6%.
  • Gli accessi broadband e ultrabroadband sono circa 19,37 milioni.

Le quote degli operatori

OperatoreQuota broadband e ultrabroadbandVariazione su marzo 2025
TIM32,6%-1,4 punti
Fastweb + Vodafone28,7%-1,0 punti
WindTre14,7%+0,1 punti
Sky Italian.d.+0,6 punti
Iliadn.d.+0,7 punti
Altri operatori10,5%+1,5 punti

Nella sola FTTH la leadership è di Fastweb + Vodafone, con TIM seconda; TIM resta invece prima nell’FTTC. Iliad, nei propri conti semestrali, stima la sua quota FTTH intorno al 7,7% a giugno.

La nostra lettura

I due operatori storici perdono insieme quasi due punti e mezzo in un anno, a beneficio di Iliad, Sky e degli operatori minori. È il segnale di un mercato in cui la rete passiva, grazie a FiberCop e Open Fiber, è sempre più accessibile a tutti, e la competizione si gioca sul prezzo e sui servizi. Per i consumatori significa più scelta, ma anche un contesto in cui gli incumbent cercano di recuperare margini con le rimodulazioni, come quelle viste in autunno (qui il dettaglio). Chi è ancora su rame o FTTC dovrebbe verificare la copertura FTTH del proprio civico: in molti casi il salto di prestazioni costa poco o nulla.

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