FiberCop, Marco Nespolo nuovo amministratore delegato: sul tavolo listino wholesale e Open Fiber

Da oggi, 12 ottobre 2026, Marco Nespolo è l’amministratore delegato di FiberCop, la società della rete fissa nata dallo scorporo dell’infrastruttura di TIM e controllata dal fondo KKR. La nomina era stata decisa dal consiglio di amministrazione il 24 settembre; Massimo Sarmi resta presidente. La prima giornata del nuovo amministratore delegato è stata dedicata, secondo quanto riferito, agli incontri con il management.

Chi è Nespolo

Il manager arriva da Fedrigoni, gruppo cartario che ha guidato per quasi otto anni, con oltre vent’anni di esperienza in aziende internazionali. Non è quindi un uomo delle telecomunicazioni, ma un gestore industriale con esperienza di gruppi controllati da fondi di private equity: un profilo coerente con la fase di FiberCop, che ha chiuso il piano di copertura e deve ora far rendere l’investimento.

I dossier aperti

  • Qualità e affidabilità della rete, indicate come priorità del mandato.
  • Il nuovo listino wholesale, già in fase avanzata secondo Milano Finanza, che determinerà quanto pagano TIM e gli altri operatori per usare la rete e, a cascata, i prezzi al dettaglio.
  • Il rapporto con TIM, primo cliente della società.
  • Il nodo Open Fiber, con le due reti che si sovrappongono in molte aree.

Open Fiber: indiscrezioni su un’intesa

Secondo indiscrezioni di stampa riprese da analisti finanziari, KKR, che ha il 37,5% di FiberCop, e Macquarie, che detiene il 40% di Open Fiber accanto al 60% di CDP, starebbero valutando un accordo di condivisione infrastrutturale e commerciale tra le due reti. Un’intesa societaria o una partnership entro fine 2026 attiverebbe per TIM un pagamento aggiuntivo fino a 2,5 miliardi di euro previsto dagli accordi di cessione. Gli analisti giudicano però remota una fusione vera e propria. Open Fiber, dal canto suo, ha chiuso il primo semestre con ricavi in crescita a 448,5 milioni (+24%), mentre per entrambe le reti il tasso di utilizzo commerciale delle linee FTTH resta basso, intorno al 22-24% secondo le stime circolate.

La nostra lettura

L’Italia ha costruito due reti in fibra che oggi faticano a riempirsi: con meno di un quarto delle linee realizzate effettivamente attive, il problema non è più la copertura ma l’adozione. Un manager industriale al vertice di FiberCop suggerisce che la priorità sarà l’efficienza, e il listino wholesale sarà il primo banco di prova. Per i consumatori, la domanda chiave è se un eventuale accordo con Open Fiber porterà prezzi all’ingrosso più bassi o, al contrario, meno concorrenza tra infrastrutture.

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