I dati diffusi oggi dall’ACEA, l’associazione europea dei costruttori, segnano un nuovo record per l’auto elettrica nel Vecchio continente. A settembre nell’Unione europea sono state immatricolate 971.048 auto nuove, il 9,3% in più dello stesso mese 2025. Di queste, 290.117 sono elettriche a batteria: +72,9%, pari a una quota del 29,9%.
Il quadro dei primi nove mesi
| Alimentazione | Immatricolazioni gen-set 2026 | Quota | Variazione |
|---|---|---|---|
| Ibride non ricaricabili (full e mild) | 3.090.530 | 36,3% | – |
| Elettriche a batteria | 1.931.465 | 22,7% | +48,5% |
| Benzina | 1.802.078 | 21,2% | -19,1% |
| Ibride plug-in | 860.257 | 10,1% | +18,6% |
| Diesel | 602.206 | 7,1% | -19,5% |
Un anno fa le elettriche pesavano il 16,1% del mercato dei primi nove mesi, la benzina il 27,7%. In dodici mesi i ruoli si sono invertiti: oggi si vendono più auto a batteria che a benzina.
Germania e Francia corrono
- Germania: 88.599 elettriche a settembre (+94,7%), con una quota del 34,5%. Da inizio anno sono 604.144.
- Francia: 65.243 elettriche nel mese, più che raddoppiate (+107,5%), 387.342 da gennaio.
- Italia: spicca la crescita delle plug-in, 121.647 da inizio anno (+72,4%), mentre le elettriche pure restano su quote molto inferiori alla media.
Allargando lo sguardo a Unione, EFTA e Regno Unito, le elettriche di settembre sono 416.433 (+59,9%); l’ICCT stima che nell’area europea allargata la quota BEV del mese abbia raggiunto il 31%.
BYD raddoppia
Tra i costruttori, BYD immatricola nell’UE 28.309 auto a settembre (+111,4%) e 206.002 da inizio anno (+154,4%). Una crescita che si inserisce nel sorpasso dei marchi cinesi su quelli giapponesi, di cui parliamo qui.
La nostra lettura
Settembre è un mese di immatricolazioni tradizionalmente forte e i dati vanno letti anche alla luce della spinta dei costruttori a rispettare i target CO2 del triennio. Ma la tendenza è netta: Germania e Francia viaggiano oltre il 30% di elettriche, l’Italia resta ferma a una cifra. Il divario non dipende più dai listini, ormai comparabili in tutta Europa, ma da infrastruttura, fiscalità delle flotte e assenza di incentivi stabili, come spieghiamo nella nostra analisi sul caso italiano. Per i dati del nostro mercato ad ottobre, rimandiamo al resoconto mensile.




