BMW Group ha rivisto al ribasso le previsioni 2026 per la divisione automobilistica con una nota diffusa alle 19:44 del 3 novembre, a meno di un giorno dalla pubblicazione della relazione sul terzo trimestre, attesa il 4 novembre. Il margine EBIT del segmento Automotive passa da una forchetta dell’1–3% a un intervallo compreso tra -0,5% e +0,5%. In altre parole, sull’anno la casa di Monaco prevede di guadagnare poco o nulla vendendo automobili.
Le previsioni prima e dopo
| Indicatore 2026 | Prima | Ora |
|---|---|---|
| Margine EBIT Automotive | 1–3% | -0,5% / +0,5% |
| Ritorno sul capitale (RoCE) Automotive | 1–5% | -1% / +1% |
| Consegne di auto | lieve calo | calo moderato |
| Quota di elettriche sulle consegne | in linea con il 2025 | lieve aumento |
| Consegne di moto | in linea con il 2025 | lieve calo |
| Free cash flow Automotive | oltre 2,5 mld € | invariato |
Un taglio “non operativo”
BMW insiste su un punto: secondo la società l’andamento operativo del terzo trimestre è stato solido, e al netto delle misure straordinarie il margine dell’auto resterebbe sopra il 2%. Il taglio dipende dalla decisione del consiglio di gestione di ampliare e accelerare gli interventi su portafoglio prodotti e struttura, con un impatto contabile concentrato nel quarto trimestre. L’importo degli oneri non è stato comunicato e dovrebbe emergere dalla relazione trimestrale.
La spiegazione passa dalla Neue Klasse, la nuova generazione di modelli elettrici con batterie Gen6: la domanda, secondo BMW, è stata tale da richiedere turni di produzione aggiuntivi in anticipo. Una rampa più veloce consente di mandare in pensione prima le generazioni precedenti, compresi alcuni modelli con batterie Gen5, e questo comporta svalutazioni. Sul fronte del personale, il programma di ristrutturazione già avviato verrà accelerato, con tagli più rapidi nelle funzioni manageriali. Nella stessa giornata, a Dingolfing, era partita la produzione della nuova Serie 3.
Il contesto europeo
BMW non è un caso isolato. Il terzo trimestre ha messo sotto pressione i margini di diversi costruttori europei, a partire da Stellantis, mentre la concorrenza dei marchi cinesi cresce: in Europa hanno superato i giapponesi, come abbiamo visto nel trimestre appena chiuso. Sullo sfondo resta la revisione degli obiettivi CO2 al 2035, attesa al voto a Bruxelles in novembre.
La nostra lettura
Un margine attorno allo zero per un marchio premium tedesco è un dato pesante, anche se in buona parte autoinflitto e concentrato in un solo trimestre. La scelta di accelerare sulla Neue Klasse e liquidare in fretta la gamma precedente è coerente con il fatto che la quota di elettriche è attesa in crescita. Per chi compra, l’effetto pratico potrebbe essere duplice: modelli di vecchia generazione da smaltire, quindi possibili promozioni, e un’offerta elettrica BMW che si rinnova più in fretta del previsto. La relazione del 4 novembre dirà quanto costa questa accelerazione.




