Il costo della ricarica è la variabile che decide se un’auto elettrica conviene o no. E in Italia la forbice è enorme: lo stesso pieno può costare tre volte tanto a seconda di dove e come si ricarica. Ecco come orientarsi.
La rete pubblica in numeri
Secondo il monitoraggio di Motus-E, al 30 giugno 2026 i punti di ricarica a uso pubblico in Italia erano 84.564, 17.003 in più in un anno. Il 53% di quelli installati negli ultimi dodici mesi è di tipo veloce o ultraveloce e in autostrada si contano 1.516 punti, l’86% dei quali in corrente continua.
Le tre fasce di prezzo
| Dove si ricarica | Prezzo medio indicativo | Note |
|---|---|---|
| Casa (contatore domestico o wallbox) | circa 0,25-0,33 €/kWh | Dipende dal contratto di fornitura |
| Colonnine in corrente alternata (fino a 22 kW) | 0,63 €/kWh | Media Adiconsum-TariffEV, luglio 2026 |
| Colonnine rapide in corrente continua | 0,74 €/kWh | Media Adiconsum-TariffEV, luglio 2026 |
| Ultrarapide HPC | 0,74 €/kWh | Media Adiconsum-TariffEV, luglio 2026 |
Le medie nascondono differenze ampie: nella rilevazione di luglio le tariffe più convenienti scendevano a 0,25 €/kWh in alternata, 0,39 in corrente continua e 0,30 sulle ultrarapide, mentre i massimi arrivavano a 0,84-0,90 €/kWh.
Quanto costa un pieno
Prendiamo un’auto con batteria da 60 kWh e un’autonomia reale di 350-400 km:
- a casa, a 0,25 €/kWh: circa 15 euro;
- alla colonnina in alternata a prezzo medio: circa 38 euro;
- alle colonnine rapide a prezzo medio: circa 44 euro.
Su 10.000 km l’anno, chi ricarica quasi sempre a casa spende intorno ai 325 euro di energia, contro alcune centinaia di euro in più per un’auto a benzina o diesel di pari categoria, secondo le stime citate.
Cinque regole per spendere meno
- Ricaricare a casa o al lavoro ogni volta che è possibile: è la differenza più grande.
- Usare l’app dell’operatore o di un aggregatore invece del pagamento contactless, che di solito costa di più.
- Valutare un abbonamento solo se il risparmio mensile supera il canone.
- Sfruttare le fasce orarie: diversi operatori praticano prezzi più bassi la notte.
- Confrontare reti diverse: in autostrada e sulle grandi direttrici le differenze tra un operatore e l’altro possono superare i 30 centesimi al kWh.
Il punto di pareggio
Secondo i calcoli riportati da Quotidiano Motori, l’elettrica resta più economica del diesel in città finché la ricarica costa meno di circa 0,80 €/kWh, mentre in autostrada, dove i consumi aumentano, il pareggio scende intorno a 0,52 €/kWh. Tradotto: chi fa molti viaggi lunghi ricaricando solo alle colonnine rapide a prezzo pieno rischia di non risparmiare.
La nostra lettura
L’auto elettrica in Italia conviene soprattutto a chi ha un posto auto con presa. Per chi vive in condominio senza box il conto cambia, ed è qui che si gioca la partita dell’adozione, come spieghiamo nella nostra analisi sul ritardo italiano. Le tariffe cambiano spesso: prima di un viaggio conviene sempre verificare il prezzo nell’app.




