Alphabet, Google Cloud raddoppia ma il titolo cade: i conti del terzo trimestre pesano sugli investimenti

Sulla carta è un trimestre da record: 127,6 miliardi di dollari di ricavi, il 25% in più dei 102,3 miliardi dello stesso periodo 2025. Eppure, subito dopo la pubblicazione dei risultati del 28 ottobre, le azioni Alphabet hanno perso oltre l’8% nelle contrattazioni fuori orario. Il motivo sta in due righe del conto economico: l’utile per azione e il flusso di cassa.

Cloud, la crescita che nessuno si aspettava

Google Cloud fattura 30,7 miliardi contro 15,2 miliardi di un anno fa: un +103% che per una divisione di queste dimensioni non ha precedenti recenti. L’utile operativo della divisione sale da 3,6 a 11,1 miliardi, con un margine superiore al 36%. Secondo quanto riportato, le API dei modelli proprietari elaborano quasi 32 miliardi di token al minuto e l’app Gemini ha raggiunto il miliardo di utenti.

VoceQ3 2026Q3 2025
Ricavi totali127,6 mld $102,3 mld $
Ricerca63,4 mld $+12% a/a
Pubblicità YouTube11,2 mld $10,3 mld $
Abbonamenti, piattaforme e dispositivi14,3 mld $12,9 mld $
Google Cloud30,7 mld $15,2 mld $
Utile netto26,2 mld $34,9 mld $

Perché il mercato non ha applaudito

  • Utile per azione a 2,12 dollari, contro attese intorno ai 3 dollari e 2,87 dollari di un anno prima. Sul risultato pesa una perdita di 8,7 miliardi su partecipazioni azionarie non dettagliata.
  • Capex a 51,4 miliardi nel trimestre, più del doppio rispetto al 2025.
  • Flusso di cassa libero negativo per 9,1 miliardi: per la prima volta da molto tempo gli investimenti superano la cassa generata dall’attività.
  • La forchetta di spesa per l’intero 2026 viene indicata tra 195 e 205 miliardi, il che implica un quarto trimestre tra 63 e 73 miliardi.

La nostra lettura

Alphabet dimostra che la domanda di calcolo AI è reale e monetizzabile: il cloud che raddoppia è la prova più concreta vista finora in questa stagione di trimestrali. Ma gli investitori iniziano a pretendere che la spesa si traduca in utili, non solo in fatturato. Per le aziende italiane clienti di Google Cloud, una divisione che cresce così in fretta e con margini in espansione ha poco incentivo a scontare: aspettiamoci trattative più dure sui rinnovi pluriennali. La ricerca, intanto, continua a crescere a doppia cifra, smentendo per ora i timori di cannibalizzazione da parte degli assistenti conversazionali.

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