Stellantis, ricavi stabili a 37,6 miliardi e perdita ridotta: in Europa più volumi ma margini in rosso

Stellantis ha pubblicato oggi i conti del terzo trimestre 2026, e l’amministratore delegato Antonio Filosa può rivendicare qualche segnale di stabilizzazione. I ricavi netti sono pari a 37,6 miliardi di euro, l’1% in più dei 37,2 miliardi di un anno fa; da inizio anno il gruppo ha fatturato 119,2 miliardi (+7%).

I conti in sintesi

VoceQ3 2026Nota
Ricavi netti37,6 mld €+1% a/a
Risultato netto-0,45 mld €perdita ridotta del 90%
Utile operativo rettificato256 mln €margine 0,7%
Free cash flow industriale-4,0 mld €+0,3 mld € a/a
Consegne consolidate1,286 mln-1% a/a
Liquidità industriale disponibile42,7 mld €–

Europa: più volumi, meno margini

Nell’Europa allargata, la regione più importante per l’Italia, le consegne salgono del 10% a 588.000 unità e i ricavi del 3% a 14,1 miliardi. Le vendite di auto elettriche nell’area EU30 crescono del 65%, quelle dei veicoli commerciali elettrici del 46%. Includendo Leapmotor, le vendite complessive in EU30 aumentano del 6%. Tuttavia la quota di mercato scende al 14,8% (-0,6 punti) e soprattutto il margine operativo rettificato della regione è negativo al -2,2%, in peggioramento di 3,4 punti: vendere più elettriche, per ora, costa.

Le altre regioni

  • Nord America: ricavi -3% e consegne -12% per i fermi produttivi estivi, ma margine in miglioramento di 3,4 punti allo 0,4%.
  • Sud America: ricavi +3%, margine solido al 10,5%.
  • Medio Oriente e Africa: ricavi -19% per la debolezza della Turchia, margine al 14,6%.
  • Dazi: costo netto stimato in 1 miliardo nel 2026, di cui 0,6 già sostenuti a settembre.

Guida confermata

Filosa ha confermato le indicazioni per il 2026, ricavi in crescita a una cifra media e margine a una cifra bassa, e l’obiettivo di un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. Per il quarto trimestre il gruppo prevede consegne superiori a quelle del terzo.

La nostra lettura

Il trimestre conferma che Stellantis ha fermato l’emorragia, ma non ha ancora trovato una formula redditizia in Europa. La crescita delle elettriche è necessaria per rispettare le regole CO2 (vedi la nostra analisi sulla revisione), ma con margini negativi pesa sui conti. Per gli stabilimenti italiani la variabile decisiva resta l’assegnazione di nuovi modelli: i numeri di oggi non contengono indicazioni specifiche sull’Italia.

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