L’arrivo dell’LG UltraGear 25G590B (ecco la notizia) ha portato i 1000 Hz dal laboratorio al negozio. Ma quanto conta davvero la frequenza di aggiornamento? E che senso ha superare i 240 o i 360 Hz? Proviamo a rispondere con un po’ di aritmetica e qualche principio di percezione visiva.
Il refresh in millisecondi
Il refresh rate indica quante volte al secondo il monitor aggiorna l’immagine. Più utile è ragionare sull’intervallo tra un fotogramma e il successivo:
| Refresh | Intervallo tra fotogrammi | Guadagno rispetto al gradino precedente |
|---|---|---|
| 60 Hz | 16,7 ms | – |
| 144 Hz | 6,9 ms | 9,8 ms |
| 240 Hz | 4,2 ms | 2,7 ms |
| 360 Hz | 2,8 ms | 1,4 ms |
| 500 Hz | 2,0 ms | 0,8 ms |
| 1000 Hz | 1,0 ms | 1,0 ms |
Il salto da 60 a 144 Hz fa risparmiare quasi 10 millisecondi; quello da 500 a 1000 Hz uno solo. È la legge dei rendimenti decrescenti applicata ai monitor.
Non solo latenza: la nitidezza in movimento
Il secondo beneficio, spesso più importante, è la nitidezza dei movimenti. Sui monitor tradizionali ogni fotogramma resta fisso per tutto l’intervallo, mentre l’occhio segue l’oggetto in movimento in modo continuo: il risultato è una sfocatura percepita, detta “sample-and-hold blur”. Più il fotogramma dura poco, minore è la sfocatura. Per questo un monitor a 500 o 1000 Hz rende più leggibile un bersaglio in rapido movimento, anche se la differenza in latenza è minima. È lo stesso principio sfruttato dalle modalità con retroilluminazione stroboscopica, come la Motion Blur Reduction.
Il limite vero: i fotogrammi
Un monitor a 1000 Hz mostra il suo potenziale solo se il PC genera circa 1000 fotogrammi al secondo. Questo accade in pochissimi titoli competitivi molto leggeri, con impostazioni grafiche minime e una CPU di fascia alta, perché a quei livelli il limite è il processore più che la scheda video. LG stessa indica come requisiti Windows 11, una GPU recente con DisplayPort 2.1 e avverte che il risultato dipende da CPU, memoria, gioco e driver. Nei giochi tripla A il monitor lavorerà ben al di sotto dei 1000 Hz.
Tecnologia di pannello e tempo di risposta
Un refresh elevato serve a poco se i pixel non cambiano colore abbastanza in fretta. Gli OLED hanno tempi di risposta nell’ordine dei centesimi di millisecondo e a parità di frequenza appaiono più nitidi degli LCD. Gli IPS più veloci sono migliorati molto, ma a frequenze altissime la transizione dei cristalli liquidi diventa una parte non trascurabile dell’intervallo tra i fotogrammi.
Chi dovrebbe comprare cosa
- 144-180 Hz: il minimo consigliato per giocare su PC; enorme salto rispetto ai 60 Hz.
- 240 Hz OLED 1440p: il punto di equilibrio per la maggior parte dei giocatori, con immagine eccellente anche fuori dal gioco competitivo.
- 360-500 Hz: per chi gioca seriamente a sparatutto competitivi e ha un PC che supera stabilmente i 300 fps.
- 1000 Hz: per giocatori professionisti o semi-professionisti, consapevoli che il beneficio è marginale e che si paga caro.
La nostra lettura
I 1000 Hz sono un traguardo tecnico notevole e indicano la direzione del mercato. Ma per la grande maggioranza dei giocatori un OLED da 240 Hz offre un miglioramento più tangibile per ogni euro speso: contrasto, colori e nitidezza contano più dell’ultimo millisecondo.




