Microsoft cambia il modo in cui Authenticator salva gli account su Android. Secondo la pagina di supporto aggiornata dall’azienda e segnalata da 9to5Google il 3 novembre 2026, da gennaio 2027 il backup non si attiverà più con un account Microsoft personale: bisognerà includere Microsoft Authenticator nel backup di Google One. Su iPhone non cambia nulla, il salvataggio continua a passare da iCloud. Il giorno preciso di gennaio non è indicato.
In breve
- Cosa cambia: su Android il backup di Authenticator passa dall’account Microsoft personale a Google One.
- Quando: da gennaio 2027, senza un giorno preciso.
- Chi non è toccato: chi usa Authenticator su iPhone, che continua a usare iCloud.
- Cosa manca: Microsoft non spiega che fine fanno i backup esistenti né cosa succede a chi non attiva Google One.
Cosa finisce davvero nel backup
Il cambio di destinazione non modifica il contenuto del salvataggio, che resta parziale. È il punto che sorprende di più chi cambia telefono convinto di ritrovare tutto com’era:
| Tipo di account | Cosa si recupera | Cosa va rifatto |
|---|---|---|
| Account Microsoft personale | account con codici monouso da 30 secondi | l’accesso senza password, che va riattivato |
| Account di lavoro o scuola | solo il nome dell’account | accesso e registrazione completa sul nuovo dispositivo |
| Account di terze parti (per esempio LinkedIn o Facebook) | codici monouso da 30 secondi | Microsoft non indica altri passaggi |
Microsoft precisa anche che un backup si ripristina solo sullo stesso tipo di sistema: quello fatto su iPhone non si recupera su Android, e viceversa. Chi passa da un ecosistema all’altro deve quindi riaggiungere gli account a mano, servizio per servizio.
Le condizioni del backup di Google One
Spostare il salvataggio su Google significa ereditarne regole e limiti, che Microsoft non richiama ma che la documentazione di Google descrive. Tre sono rilevanti per chi usa Authenticator:
- Blocco schermo: Google consiglia PIN, sequenza o password al posto dello scorrimento o di Smart Lock, perché una parte dei dati del backup è cifrata end-to-end proprio con il blocco schermo.
- Niente backup con profilo di lavoro: secondo Google non si può usare durante la configurazione di un dispositivo personale con profilo di lavoro, di un dispositivo solo per il lavoro o di uno di proprietà dell’azienda. È un limite da considerare, perché molti usano Authenticator proprio sul telefono di lavoro.
- Spazio e tempi: secondo Google fino a 15 GB di backup sono gratuiti con l’account; backup e ripristino possono richiedere fino a 24 ore.
Google avverte inoltre che non tutte le app salvano tutti i propri dati e rimanda agli sviluppatori per i dettagli: è il motivo per cui conviene controllare, a cambio fatto, che Authenticator compaia davvero tra i contenuti salvati.
Cosa fare adesso
Le indicazioni seguono le pagine ufficiali di Microsoft e Google, verificate il 4 novembre 2026.
- Fino a gennaio la procedura indicata da Microsoft resta quella attuale: in Authenticator aprite il menu con i tre puntini, poi Impostazioni, attivate l’interruttore del backup sul cloud, scegliete l’account Microsoft personale su cui salvare e confermate.
- Preparate Google One: secondo Google, il backup si attiva da Impostazioni > Servizi Google > Tutti i servizi > Backup. Google avverte che i passaggi variano in base al telefono e alla versione di Android.
- Da gennaio attivate Microsoft Authenticator nel backup di Google One, come chiede Microsoft. La pagina non indica ancora la voce esatta del menu: quando sarà disponibile aggiorneremo questo articolo.
- Account di lavoro o scuola: visto che il backup ne salva solo il nome, chiedete in anticipo al vostro reparto IT come registrare di nuovo il dispositivo in caso di cambio telefono.
- Su iPhone Microsoft chiede di tenere attivi iCloud Drive, Portachiavi iCloud e Backup iCloud, con Authenticator acceso nell’elenco delle app salvate su iCloud; se il ripristino non funziona, indica di aggiornare l’app alla versione 6.8.33 o successiva e di aprirla almeno una volta prima di passare al nuovo telefono.
Attenzione: prima di ripristinare o cambiare telefono, assicuratevi di avere un metodo alternativo per entrare negli account più importanti, per esempio i codici di recupero forniti dai singoli servizi. Il backup di Authenticator non copre l’accesso senza password né gli account aziendali.
La nostra lettura
Allinearsi a quanto succede già su iPhone ha senso: il backup lo gestisce il sistema operativo, non l’app. Ma il modo in cui la novità è stata comunicata, con una riga in una pagina di supporto e nessuna indicazione sui backup esistenti, è poco rispettoso per un’app che custodisce l’accesso ai propri account. Il limite più serio è quello dei profili di lavoro: proprio chi usa Authenticator sul telefono aziendale rischia di restare senza backup automatico. Per chi vuole ridurre la dipendenza dai codici monouso, le passkey sono un’alternativa più robusta: ne parliamo in https://hardwarfare.it/guide/tutorial/passkey-phishing-guida-attivazione/. Altre guide pratiche sono nella sezione https://hardwarfare.it/category/sicurezza-informatica/difesa-guide/.
Fonti
Immagine di copertina: Samsung Android Smartphone.jpg di 彭嘉傑 & Google, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
