Macronix, l’azienda taiwanese che produce i chip ROM contenuti nelle schede di gioco di Switch e Switch 2, sta uscendo da quel mercato. Il presidente Miin Wu lo ha detto alla conferenza sui risultati del terzo trimestre a fine ottobre 2026, secondo il Taipei Times; il 4 novembre l’analista David Gibson di MST Financial ha aggiunto su X che non ci saranno nuovi prodotti ROM. Il motivo è semplice: le memorie NOR e NAND oggi rendono molto di più.
In breve
- Macronix esce gradualmente dalle ROM, secondo il presidente Miin Wu (fatto ufficiale).
- Le ROM sono scese al 5% delle vendite nel terzo trimestre 2026, dal 26% di un anno prima (dato di David Gibson).
- Gli investimenti, 37,8 miliardi di dollari taiwanesi, vanno tutti su NOR e NAND (lettura di Gibson).
- Nintendo ha altri fornitori, ROHM e LAPIS: le schede fisiche non spariscono.
- Eventuali rincari dei giochi fisici sono un’ipotesi, non un annuncio.
Perché Macronix lascia
I conti spiegano la scelta meglio di qualsiasi dichiarazione. Nel terzo trimestre 2026 Macronix ha registrato un utile netto record di 10,95 miliardi di dollari taiwanesi (circa 338 milioni di dollari USA), il 42% in più del trimestre precedente, dopo una perdita di 862 milioni un anno prima. Il margine lordo è salito al 70,5%, contro il 13,5% di dodici mesi fa: è l’effetto della carenza di memorie trainata dall’AI, la stessa che descriviamo in https://hardwarfare.it/hardware-pc/memorie-ram/teamgroup-memorie-picco-crisi-2027-prezzi-ddr5/.
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Utile netto Q3 2026 | 10,95 miliardi NT$ (+42% sul trimestre) | Taipei Times |
| Margine lordo | 70,5% (64,4% nel Q2, 13,5% un anno prima) | Taipei Times |
| Peso delle ROM sulle vendite | 5% nel Q3 2026, 26% nel Q3 2025 | David Gibson, via Tom’s Hardware |
| Primo investimento | 22 miliardi NT$, nuova produzione dalla seconda metà 2027 | Taipei Times |
| Secondo investimento | 15,8 miliardi NT$, produzione non prima del 2028 | Taipei Times |
La nuova capacità andrà alla NAND per eMMC e 3D NAND, mentre per la NOR Wu parla di una domanda dai data center «molto robusta» (traduzione nostra). Secondo Gibson il terzo trimestre è anche l’ultimo in cui Macronix riporta le vendite di ROM come voce separata.
La filiera: Nintendo, MegaChips, Macronix
Nintendo non compra i chip direttamente. Li progetta MegaChips, un’azienda giapponese senza fabbriche proprie, che affida la produzione a terzi. Il documento societario di MegaChips del 2022, citato da Tom’s Hardware, indicava Nintendo come origine dell’87,8% delle vendite e Macronix come destinataria del 67,8% degli acquisti di produzione esterna; lo stesso documento segnalava tra i rischi proprio l’eventualità che Macronix smettesse di produrre ROM. Il dato ha quattro anni e oggi le proporzioni possono essere diverse, ma la dipendenza era evidente.
Il punto chiave è che Macronix non è l’unico fornitore: secondo Tom’s Hardware le ROM per Nintendo arrivano anche da ROHM Semiconductor e LAPIS Semiconductor, entrambe del gruppo ROHM. Gibson stesso ritiene che le schede fisiche «continueranno per un po’» (traduzione nostra). Nelle fonti che abbiamo consultato non compaiono commenti di Nintendo o di MegaChips.
Cosa significa per chi compra
Nell’immediato, niente: i giochi già annunciati in versione fisica non sono a rischio sulla base di quanto si sa. Nel medio periodo, però, un fornitore in meno in un mercato delle memorie già teso spinge nella direzione che Nintendo ha preso da tempo. Le Game-Key Card, che contengono solo una chiave per scaricare il gioco, costano meno da produrre di una scheda con decine di gigabyte di ROM: chi colleziona copie fisiche “complete” dovrebbe aspettarsene di più, non di meno. Ne abbiamo spiegato pro e contro in https://hardwarfare.it/gaming/console/game-key-card-switch-2-guida/. Quanto ai prezzi, la differenza tra digitale e fisico che Nintendo ha già introdotto, raccontata in https://hardwarfare.it/gaming/console/nintendo-prezzi-digitale-fisico-switch-2-analisi/, potrebbe allargarsi, ma oggi è una nostra ipotesi, non un annuncio.
La nostra lettura
La notizia è stata letta da qualcuno come “la fine delle cartucce”, e non lo è: Nintendo ha almeno un’altra filiera e ha sempre difeso il formato fisico. È però un segnale chiaro di dove stanno andando le fabbriche di semiconduttori: quando la domanda dei data center porta il margine lordo di un’azienda al 70%, una ROM per videogiochi diventa un prodotto da dismettere. Il conto, prima o poi, lo pagherà chi preferisce la scatola: in prezzo, in disponibilità o in un numero crescente di confezioni che contengono solo un codice. Altre analisi sulla filiera dei chip nella sezione https://hardwarfare.it/category/business/semiconduttori/.
Fonti
Immagine di copertina: Nintendo Switch Speicherkarte Vorder- und Rückseite (HWDE) 20220521 02.png di PantheraLeo1359531, licenza CC BY 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
