Accedere al router e mettere in sicurezza il Wi-Fi: TIM, Vodafone, Fastweb e FRITZ!Box

Il router dell’operatore è il dispositivo più trascurato della casa: resta acceso anni con la password stampata sull’etichetta e le impostazioni di fabbrica. Entrare nel pannello e sistemare cinque voci richiede meno di mezz’ora e migliora sia la sicurezza sia la qualità del Wi-Fi. Qui trovate come accedere ai router più diffusi in Italia, cosa cambiare e in che ordine, e quando ha senso sostituire il router dell’operatore con uno vostro.

In breve

  • Tempo: 20–30 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Cosa serve: un PC o uno smartphone collegato al router (meglio via cavo), l’etichetta sul retro o sotto il modem, un gestore di password
  • Risultato: password di amministrazione e Wi-Fi nuove, cifratura corretta, rete ospiti, WPS spento, firmware controllato

La procedura segue la documentazione ufficiale di TIM, Vodafone, Fastweb e AVM (FRITZ!), verificata il 4 novembre 2026. I pannelli cambiano con il firmware: se una voce non c’è, cercate quella con funzione equivalente.

Prima di iniziare

Attenzione: cambiando nome o password del Wi-Fi tutti i dispositivi si scollegano e andranno ricollegati uno per uno, compresi stampanti, TV, prese smart e telecamere. Fate l’operazione da un PC collegato via cavo, così non perdete l’accesso al pannello a metà lavoro, e annotate i dispositivi «difficili» (quelli senza schermo) prima di iniziare.

Due credenziali diverse convivono su ogni router, e confonderle è l’errore più comune: la password di amministrazione (per entrare nel pannello) e la chiave Wi-Fi (per collegarsi alla rete). Vodafone lo scrive esplicitamente: per il pannello servono nome utente e «Password Router» dell’etichetta, non quelli del Wi-Fi.

Passo 1: trovate l’indirizzo del pannello

RouterIndirizzoCredenziali iniziali (fonte ufficiale)
TIM HUB+ (ZTE H388X)http://192.168.1.1username «admin», password sull’etichetta sul retro
FRITZ!Boxhttp://fritz.box o http://192.168.178.1password del FRITZ!Box sull’etichetta
Vodafone Station (Revolution e simili)http://vodafone.station/«Utente» e «Password Router» sull’etichetta
Vodafone Wi-Fi 6 Stationapp My Vodafone, «Gestisci modem»; pannello web per le opzioni avanzateaccount My Vodafone
Modem Fastweb (Fibra TOP)http://192.168.1.254utente «fastweb» e password vuota al primo accesso; per gli altri modelli vedete la guida MyFastweb specifica
WindTre, Iliadboxsull’etichetta del modemsull’etichetta del modem

Se l’indirizzo non risponde, ricavatelo dal PC: su Windows aprite il Terminale e cercate la riga «Gateway predefinito».

ipconfig

Su Linux la voce equivalente è quella dopo default via:

ip route show default

Verifica: la pagina di login del router si apre e accetta le credenziali dell’etichetta. Se le credenziali sono state cambiate in passato e non le ricordate, l’unica strada è il reset di fabbrica (vedi «Come tornare indietro»).

Passo 2: cambiate la password di amministrazione

È la prima cosa da fare, prima ancora del Wi-Fi: chi si collega alla vostra rete (un ospite, un dispositivo compromesso) con la password di fabbrica può riconfigurare tutto. Fastweb, nella guida dei suoi modem, raccomanda esplicitamente di cambiarla dopo il primo accesso. Scegliete una password lunga, salvatela nel gestore di password e non riutilizzatela per il Wi-Fi.

Passo 3: nome e password del Wi-Fi

TIM HUB+. Da browser: Impostazioni WLAN > Configurazione WLAN SSID privata, modificate SSID o «Chiave di cifratura» (da 8 a 63 caratteri alfanumerici, senza spazi) e cliccate Applica. In alternativa l’app TIM Modem, sezione Modem > Wi-Fi.

Vodafone. Sui modelli recenti si fa dall’app My Vodafone, in «Gestisci modem»; sui modelli con pannello web, dal Pannello di controllo della Station.

Fastweb. Sul modem coperto dalla guida MyFastweb «Fibra TOP» si sceglie la rete (Wi-Fi1 2,4 GHz o Wi-Fi2 5 GHz), si inserisce la nuova chiave nel campo «Password WPA:» e si clicca «Applica»; per FASTGate e gli altri modelli seguite la guida MyFastweb del vostro modem.

FRITZ!Box. Nella sezione Wi-Fi, alla voce sicurezza, dove si imposta anche la cifratura (passo 4).

Il nome della rete non dovrebbe rivelare operatore o modello del router («TIM-12345678», «Vodafone-…»): sono informazioni utili solo a chi cerca vulnerabilità note per quel modello. Per la chiave puntate a 16 caratteri o più: si digita una volta per dispositivo.

Verifica: dimenticate la vecchia rete sullo smartphone, ricollegatevi con la nuova chiave e controllate di navigare. Poi passate agli altri dispositivi.

Passo 4: la cifratura giusta, WPA2 o WPA3

WPA3 è più robusto contro i tentativi di indovinare la password, ma non tutti i dispositivi lo supportano. La soluzione di compromesso è la modalità di transizione «WPA2 + WPA3»: secondo AVM consente connessioni WPA3 e WPA2 contemporaneamente con lo stesso nome di rete e la stessa chiave, ed è disponibile su FRITZ!Box e FRITZ!Repeater da FRITZ!OS 7.20. AVM avverte che alcuni dispositivi vecchi, stampanti comprese, non funzionano in modalità di transizione: in quel caso si torna a «WPA2 (CCMP)».

Sul TIM HUB+ la cifratura si sceglie da Impostazioni WLAN > Configurazione WLAN SSID privata, menu a tendina «Tipo crittografia»; TIM consiglia di mantenere WPA2, già preconfigurato. Qualunque sia il router, una regola vale sempre: niente WEP, niente WPA «TKIP», niente reti aperte.

Passo 5: bande separate o un nome solo?

Molti router uniscono 2,4 e 5 GHz (e 6 GHz sui modelli Wi-Fi 6E e 7) sotto un solo nome e scelgono la banda per voi. Sul TIM HUB+ si chiama «Band Steering», è attivo di default e funziona solo se le reti hanno la stessa configurazione; TIM consiglia di lasciarlo attivo. Separare le bande ha senso in due casi: dispositivi smart che si configurano solo a 2,4 GHz e si rifiutano di collegarsi a una rete «mista», oppure quando volete forzare un PC fisso sulla banda più veloce. Altrimenti lasciate fare al router.

Passo 6: rete ospiti

La rete ospiti dà accesso a Internet senza far vedere i dispositivi di casa. È il posto giusto per gli amici e, ancora meglio, per lampadine, prese e telecamere economiche. Sul TIM HUB+: Impostazioni WLAN > Configurazione WLAN SSID ospite, scegliete la banda, spuntate «Abilitazione SSID», impostate SSID, «Tipo crittografia» e «Passphrase WPA», quindi Applica. Vodafone la rende configurabile dall’app My Vodafone.

Verifica: collegate lo smartphone alla rete ospiti e provate ad aprire il pannello del router o una cartella condivisa del PC: non devono essere raggiungibili.

Passo 7: WPS spento, firmware aggiornato

Il WPS permette di collegare un dispositivo premendo un tasto. È comodo per un repeater, ma la variante con PIN è stata storicamente il punto debole di molti router. Se il vostro pannello permette di disattivarlo, fatelo e riaccendetelo solo per il minuto in cui vi serve. Il firmware dei router degli operatori viene di solito aggiornato da remoto; sui router di proprietà, come i FRITZ!Box acquistati a parte, l’aggiornamento è responsabilità vostra: controllate nel pannello la versione installata e se esistono aggiornamenti automatici.

Se qualcosa va storto

  • La pagina del router non si apre. Siete su un’altra rete (la rete ospiti, un ripetitore con DHCP proprio, la VPN aziendale) oppure l’indirizzo è diverso: ripartite da ipconfig.
  • La password dell’etichetta non funziona. Qualcuno l’ha cambiata, oppure state usando la chiave Wi-Fi al posto della password del router: ricontrollate l’etichetta; altrimenti serve il reset.
  • Un dispositivo non si collega più dopo il passaggio a WPA3. È il caso previsto da AVM: tornate a WPA2 (CCMP) oppure spostate quel dispositivo sulla rete ospiti configurata in WPA2.
  • Le prese smart non trovano la rete. Lavorano solo a 2,4 GHz: create una rete ospiti a 2,4 GHz o separate temporaneamente le bande durante l’abbinamento.
  • Dopo aver cambiato il DNS locale il FRITZ!Box non si apre con fritz.box. AVM lo documenta: usate l’indirizzo IP 192.168.178.1.

Come tornare indietro

Ogni router ha un tasto di reset: tenuto premuto per alcuni secondi riporta tutto alle impostazioni di fabbrica, password dell’etichetta comprese. Fastweb lo descrive per i suoi modem («Reset To Factory Default»). È l’ultima risorsa: perderete anche porte aperte, IP statici e configurazioni particolari, e su alcune linee il modem dovrà riscaricare la configurazione dell’operatore. Prima di un reset fotografate le pagine di configurazione che avete modificato.

Modem libero: quando conviene usare un router vostro

Con la delibera 348/18/CONS l’AGCOM ha riconosciuto agli utenti il diritto di usare un apparato terminale di propria scelta invece di quello imposto dall’operatore. Un router vostro ha senso se volete aggiornamenti firmware sotto il vostro controllo, funzioni che il router dell’operatore non offre (VPN integrata, mesh dello stesso marchio, statistiche dettagliate) o semplicemente un Wi-Fi migliore. Non ha senso se il router dell’operatore vi basta e se il cambio vi farebbe perdere servizi integrati come la linea telefonica: prima di comprare verificate con l’operatore i parametri di connessione e del VoIP. Le nostre scelte aggiornate sono in https://hardwarfare.it/guide/guide-acquisto/migliori-router-wifi-7-novembre-2026/.

La nostra lettura

Password di amministrazione, chiave Wi-Fi robusta, rete ospiti per i dispositivi smart: sono tre interventi che fanno la differenza e nessuno richiede competenze particolari. Il resto (WPA3, bande, WPS) va deciso guardando i dispositivi che avete in casa. Il passo successivo naturale è scegliere un DNS migliore, trattato in https://hardwarfare.it/guide/tutorial/cambiare-dns-pc-smartphone-router-cloudflare/, e, se la copertura non basta, una rete mesh: https://hardwarfare.it/guide-tecniche/guide-reti/wifi-mesh-casa-installare-configurare/.

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