Arm, ricavi a 1,44 miliardi di dollari e primi chip per server propri entro marzo 2027

In breve

  • Arm chiude il trimestre luglio–settembre con 1,443 miliardi di dollari di ricavi (+27%), il miglior secondo trimestre fiscale della sua storia.
  • Le licenze crescono del 50%, le royalty solo dell’8%: Arm stessa cita l’effetto del prezzo delle memorie sul mercato degli smartphone.
  • Arm AGI CPU, il primo processore per server venduto direttamente da Arm, arriverà ai clienti entro marzo 2027; Oracle Cloud lo offrirà nel corso del 2027.
  • Il titolo ha perso circa il 3% dopo la chiusura di Wall Street.

Arm, la società britannica che progetta le architetture alla base di quasi tutti gli smartphone e di una quota crescente di server e PC, ha presentato mercoledì 4 novembre 2026 i conti del secondo trimestre del suo anno fiscale 2027, chiuso il 30 settembre. I ricavi salgono a 1,443 miliardi di dollari da 1,135 miliardi, il quinto trimestre consecutivo con una crescita superiore al 20%. Ma il dettaglio che il mercato ha guardato di più è la frenata delle royalty, l’indicatore più legato ai prodotti che comprate davvero.

Licenze in corsa, royalty più lente

Voce (milioni di dollari)Luglio–settembre 2026Luglio–settembre 2025Variazione
Ricavi totali1.4431.135+27%
Licenze e altro773515+50%
Royalty670620+8%
Utile operativo rettificato638467+37%
Utile netto contabile (GAAP)130238−45%
Utile per azione rettificato0,52 $0,39 $+33%

Le licenze sono ciò che i produttori pagano per usare le architetture e i progetti di Arm prima di realizzare un chip; le royalty sono incassate per ogni chip venduto. Le prime anticipano le seconde di qualche anno, e Arm insiste proprio su questo: più licenze oggi significano più royalty domani. Nel trimestre però le royalty sono cresciute dell’8%, sotto le attese degli analisti secondo Investing.com. Arm spiega che la spinta di Armv9 e dei server è stata compensata in parte dall’impatto del prezzo delle memorie sul mercato degli smartphone: telefoni più cari si vendono meno, e ogni telefono in meno è una royalty in meno. L’utile operativo contabile sale a 201 milioni (+23%), mentre l’utile netto scende a 130 milioni per voci sotto il risultato operativo che la lettera agli azionisti non commenta; le spese in ricerca e sviluppo crescono a 857 milioni (+24%).

Per il trimestre ottobre–dicembre Arm prevede ricavi di 1,54 miliardi di dollari, con un margine di 50 milioni in più o in meno, e un utile rettificato di 0,56 dollari per azione.

Arm diventa anche produttore di chip

La novità strategica è Arm AGI CPU, il processore per data center che Arm progetta e vende con il proprio marchio da marzo 2026, invece di limitarsi a cedere i progetti ad altri. Secondo la lettera agli azionisti gli ordini di più clienti coprono tutto il 2027, le prime consegne commerciali sono previste nel quarto trimestre fiscale (gennaio–marzo 2027) e Oracle Cloud Infrastructure offrirà istanze basate su questo chip nel corso del 2027. Arm dice di essere più fiduciosa di tre mesi fa sull’obiettivo di arrivare fino a 2 miliardi di dollari di ricavi da questo prodotto tra gli esercizi 2027 e 2028. A sostegno cita un test di Signal65 secondo cui la sua CPU offrirebbe circa il doppio delle prestazioni per rack rispetto all’AMD EPYC 9755: è un dato riportato dall’azienda, non una nostra misura.

Il contesto aiuta: le royalty dai data center sono raddoppiate in un anno e, secondo Arm, la quota di server basati sulla sua architettura presso i grandi fornitori cloud è passata dal 15% del 2024 a oltre il 50% del 2025, con l’obiettivo di superare il 60% a fine 2026 grazie a Google Axion, AWS Graviton, Microsoft Cobalt e alle piattaforme NVIDIA. Una spinta che vediamo anche nei conti dei concorrenti x86, come AMD nel trimestre raccontato in https://hardwarfare.it/ai-software/intelligenza-artificiale/amd-terzo-trimestre-2026-data-center-helios/.

Cosa significa per voi

Nei dispositivi di consumo Arm rivendica circa il 20% delle spedizioni mondiali di PC, una quota che rende più concreta la scelta tra le due architetture di cui abbiamo parlato in https://hardwarfare.it/pc-notebook/notebook/windows-on-arm-o-x86-notebook-2026/. Sugli smartphone il peso di Arm si vede nelle GPU: la Mali G2-Ultra NX, che Arm indica in adozione da Xiaomi, è la stessa del Dimensity 9600 Pro di MediaTek descritto in https://hardwarfare.it/hardware-pc/processori/mediatek-dimensity-9600-pro-2nm-ufficiale/. Nel trimestre i partner di Arm hanno spedito per la prima volta oltre 10 miliardi di chip, 1,5 miliardi in più di un anno prima. Sul prezzo dei vostri dispositivi la royalty di Arm incide poco; incide molto di più il costo della memoria, che è proprio ciò che sta frenando le royalty.

La nostra lettura

Il trimestre fotografa un’azienda a due velocità. Il business delle licenze corre e quello dei server cresce davvero, ma le royalty, cioè il termometro dei dispositivi venduti, risentono della crisi delle memorie come tutto il settore degli smartphone. La scommessa su AGI CPU è la più interessante e la più rischiosa: vendere chip propri mette Arm in concorrenza con alcuni dei clienti che le pagano le licenze, e i primi ricavi arriveranno solo tra gennaio e marzo 2027. Fino ad allora l’obiettivo dei 2 miliardi resta una previsione dell’azienda. Questo articolo riporta dati societari e non costituisce un consiglio di investimento.

Fonti

Immagine di copertina: Cambridge ARM building panorama.jpg di Cmglee, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.

Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo

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