Home Assistant è il software di domotica open source più diffuso nelle case dei lettori che ci scrivono, e la domanda è sempre la stessa: su cosa lo installo? La risposta breve è che il metodo consigliato dal progetto, Home Assistant OS, gira bene su un Raspberry Pi 4 o 5, su un mini PC x86-64 e come macchina virtuale su Proxmox VE; la versione Container in Docker è più leggera ma rinuncia a una parte importante dell’ecosistema. In questa guida vi aiutiamo a scegliere e poi vi accompagniamo nei passi, con le verifiche da fare dopo ciascuno.
In breve
- Tempo: 20–30 minuti su Raspberry Pi, 30–60 minuti su mini PC o Proxmox, più il primo avvio.
- Difficoltà: facile (Raspberry Pi), media (mini PC, VM Proxmox, Docker).
- Cosa serve: l’hardware scelto, un cavo Ethernet collegato al router, una connessione a Internet durante il primo avvio, un PC per preparare la scheda SD o la chiavetta.
Versioni di riferimento: procedura verificata sulla documentazione ufficiale al 4 novembre 2026, con Home Assistant OS 18.4, Home Assistant 2026.10, Proxmox VE 9.2 e Docker Engine 23.0 o successivo (requisito minimo del progetto). Non è una prova di laboratorio: è la procedura ufficiale, controllata passo per passo e arricchita con le verifiche e gli errori più comuni.
Quale metodo scegliere
Il nome conta: Home Assistant OS è un sistema operativo minimale che include Home Assistant, il Supervisor che lo aggiorna e il supporto alle app (il progetto ha rinominato così quelli che prima si chiamavano add-on: Mosquitto, Zigbee2MQTT, l’editor di file e così via). Home Assistant Container è solo il programma, in un container Docker: la documentazione ufficiale precisa che non ha accesso alle app, che Thread e Z-Wave non sono supportati senza configurazione aggiuntiva e che gli aggiornamenti vanno fatti a mano.
| Metodo | Per chi | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| HA OS su Raspberry Pi 4/5 | Chi parte da zero e vuole spendere poco | Installazione guidata con Raspberry Pi Imager, consumi bassi | Scheda SD soggetta a usura; serve un alimentatore adeguato |
| HA OS su mini PC x86-64 | Chi vuole prestazioni e un SSD vero | Più potenza per database, telecamere, assistente vocale | Il disco viene interamente sovrascritto; servono UEFI e Secure Boot disattivato |
| HA OS come VM su Proxmox VE | Chi ha già un server di casa | Snapshot e backup della VM, convivenza con altri servizi | Un livello in più da gestire; il passthrough delle chiavette USB va configurato |
| Home Assistant Container | Chi ha già Docker e vuole gestire tutto da sé | Leggero, si affianca ad altri container | Niente app, aggiornamenti manuali, backup limitati a impostazioni e cronologia |
La nostra indicazione: se non avete un server, prendete un mini PC usato con SSD o un Raspberry Pi 5 e installate HA OS. Se Proxmox lo avete già (o volete metterlo, vedi la nostra guida a https://hardwarfare.it/ai-software/linux/installare-proxmox-ve-9-mini-pc/), la VM è la scelta più comoda. Il Container ha senso solo se sapete già gestire Mosquitto e gli altri servizi da soli.
Prima di iniziare: requisiti e backup
- Raspberry Pi: HA OS richiede un Pi 4 o 5 con almeno 2 GB di RAM. La documentazione consiglia una scheda microSD di classe applicativa A2 da almeno 32 GB e sconsiglia caricabatterie da telefono e porte USB del PC come alimentazione.
- Mini PC x86-64: deve essere a 64 bit e avviarsi in modalità UEFI. Il disco deve usare settori logici da 512 byte (512n o 512e): alcuni SSD NVMe e alcuni dischi meccanici usano solo settori nativi da 4K (4Kn) e non possono avviare HA OS.
- Macchina virtuale: minimo 2 GB di RAM e 2 vCPU, avvio UEFI senza Secure Boot.
Attenzione: l’installazione di HA OS sovrascrive per intero la scheda SD o il disco di destinazione. Se il mini PC contiene Windows o dati, copiateli prima altrove: non esiste un’installazione “accanto” a un altro sistema.
Su un mini PC potete controllare la dimensione dei settori avviando una chiavetta Linux qualsiasi e aprendo un terminale:
lsblk -o NAME,SIZE,LOG-SEC,PHY-SEC,MODELVerifica: nella colonna LOG-SEC del disco di destinazione deve comparire 512. Se compare 4096, quel disco non è adatto a HA OS.
Metodo 1: Raspberry Pi 4 o 5
- Installate Raspberry Pi Imager dal sito raspberrypi.com/software.
- In Imager scegliete il sistema operativo da Other specific-purpose OS > Home automation > Home Assistant e selezionate la versione per il vostro modello (RPi 4 o RPi 5).
- Inserite la scheda SD, selezionatela come destinazione, poi Next e Write. Al termine, Finish ed espellete la scheda.
- Inserite la scheda nel Raspberry, collegate il cavo Ethernet e solo dopo l’alimentatore.
Se Imager non funziona sul vostro sistema, le immagini sono scaricabili direttamente e si scrivono con Balena Etcher:
https://github.com/home-assistant/operating-system/releases/download/18.4/haos_rpi5-64-18.4.img.xz
https://github.com/home-assistant/operating-system/releases/download/18.4/haos_rpi4-64-18.4.img.xzVerifica: su Pi 4 e 5 la pagina di benvenuto dovrebbe comparire entro un minuto circa all’indirizzo http://homeassistant.local. Se dopo 5 minuti non risponde, la documentazione indica di riscrivere la scheda, eventualmente provandone un’altra, e di collegare un monitor HDMI per leggere i messaggi in console.
Metodo 2: mini PC x86-64
Nel firmware del PC attivate l’avvio UEFI e disattivate Secure Boot, poi salvate.
Il metodo consigliato dal progetto scrive l’immagine direttamente sul disco interno partendo da una chiavetta Ubuntu live:
- Avviate il mini PC dalla chiavetta Ubuntu Desktop e scegliete Try Ubuntu, non Install Ubuntu.
- Connettetevi alla rete e scaricate dal browser l’immagine
haos_generic-x86-64-18.4.img.xzdalla pagina ufficiale. - Aprite l’app Dischi (Disks), selezionate il disco interno, dal menu con i tre puntini scegliete Restore Disk Image…, indicate l’immagine e confermate con Start Restoring… e poi Restore.
- Al termine spegnete, togliete la chiavetta, collegate l’Ethernet e accendete.
In alternativa potete scrivere l’immagine con Balena Etcher su un disco collegato a un altro PC (usate Flash from file, non Flash from URL, che secondo la documentazione su alcuni sistemi non funziona) e poi montarlo nel mini PC.
Verifica: con un monitor collegato, dopo circa un minuto compare il banner di benvenuto di Home Assistant nella console; entro pochi minuti l’interfaccia risponde su http://homeassistant.local.
Metodo 3: macchina virtuale su Proxmox VE 9.2
Per KVM il progetto distribuisce l’immagine in formato qcow2. Dalla shell del nodo Proxmox (come root, dal pulsante Shell dell’interfaccia web o via SSH) scaricatela e decomprimetela:
cd /root
wget https://github.com/home-assistant/operating-system/releases/download/18.4/haos_ova-18.4.qcow2.xz
xz -d haos_ova-18.4.qcow2.xzPoi create la VM importando il disco. Il comando usa firmware OVMF (UEFI), un disco EFI senza chiavi Secure Boot preinstallate, controller VirtIO SCSI e il ponte di rete vmbr0 creato dall’installer di Proxmox. Sostituite 100 con un ID libero e local-lvm con il vostro storage se diverso:
qm create 100 --name haos --memory 4096 --cores 2 --ostype l26 --machine q35 --bios ovmf --efidisk0 local-lvm:1,efitype=4m,pre-enrolled-keys=0 --scsihw virtio-scsi-pci --scsi0 local-lvm:0,import-from=/root/haos_ova-18.4.qcow2 --boot order=scsi0 --net0 virtio,bridge=vmbr0 --onboot 1
qm start 100Se volete più spazio per database e backup locali, potete ingrandire il disco (non si può ridurre):
qm disk resize 100 scsi0 +32GVerifica: nella console della VM (scheda Console in Proxmox) deve comparire il banner di Home Assistant con l’indirizzo IP ottenuto dal router. Se vedete invece la shell UEFI o un errore di avvio, controllate che il firmware sia OVMF e che pre-enrolled-keys sia 0.
Esistono script di terzi che fanno tutto questo con un solo comando: funzionano, ma eseguono codice da Internet come root sul vostro hypervisor. Se li usate, leggeteli prima. I comandi sopra fanno la stessa cosa e sapete esattamente cosa succede.
Metodo 4: Home Assistant Container con Docker
Serve Docker Engine 23.0.0 o successivo (non Docker Desktop: la documentazione dice esplicitamente che non funziona). Se non lo avete, partite da https://hardwarfare.it/ai-software/linux/installare-docker-compose-ubuntu-debian/. Create una cartella, ad esempio /opt/homeassistant, e al suo interno un file compose.yaml:
services:
homeassistant:
container_name: homeassistant
image: "ghcr.io/home-assistant/home-assistant:stable"
volumes:
- /opt/homeassistant/config:/config
- /etc/localtime:/etc/localtime:ro
- /run/dbus:/run/dbus:ro
restart: unless-stopped
stop_grace_period: 60s
privileged: true
network_mode: host
environment:
TZ: Europe/Rome
cd /opt/homeassistant
sudo docker compose up -dIl volume /run/dbus è facoltativo ma necessario per l’integrazione Bluetooth. Il parametro stop_grace_period: 60s non è un vezzo: il timeout predefinito di Docker è di 10 secondi e la documentazione raccomanda di allungarlo per dare a Home Assistant il tempo di chiudere il database. Se usate il firewall ufw, aprite la porta:
sudo ufw allow 8123/tcpVerifica: sudo docker ps deve mostrare il container homeassistant in stato Up, e l’interfaccia deve rispondere su http://IP_DEL_SERVER:8123.
Primo accesso, porta e indirizzo fisso
Un dettaglio cambiato di recente e che molte guide in italiano non riportano: da Home Assistant 2026.8 la porta predefinita su Home Assistant OS è la 80, quindi basta http://homeassistant.local. La porta 8123 resta il default per Container ed è usata da HA OS se la 80 è occupata. Se il nome non si risolve (capita con versioni vecchie di Windows o reti più restrittive), provate http://homeassistant o direttamente l’IP, con o senza :8123.
Completata la procedura di benvenuto (onboarding), assegnate a Home Assistant un indirizzo fisso con una prenotazione DHCP sul router: è più robusto che impostare un IP statico dentro HA, perché il router non lo assegnerà mai a un altro dispositivo. Sui router degli operatori la funzione si trova di solito nelle impostazioni della rete locale o del DHCP.
Il primo backup, subito
Prima di aggiungere integrazioni configurate il backup automatico: Impostazioni > Sistema > Backup (in inglese Settings > System > Backups), scheda Set up backups. Il primo passo propone di scaricare l’emergency kit con la chiave di cifratura: salvatelo fuori da Home Assistant, ad esempio nel gestore di password. I backup sono cifrati per impostazione predefinita e senza quella chiave non si ripristinano. Con le impostazioni consigliate il sistema esegue un backup al giorno di tutto, tranne media, cartella share e cartella delle app locali.
Su HA OS i backup finiscono nella cartella /backup; su Container nella cartella backups dentro la configurazione, e contengono solo impostazioni ed eventualmente cronologia. Un backup che resta sullo stesso disco non vi protegge da un guasto: aggiungete una destinazione di rete o copiatelo altrove con lo schema descritto in https://hardwarfare.it/ai-software/linux/backup-automatici-server-restic-regola-3-2-1/.
Integrazioni utili in Italia e accesso da fuori casa
Chi ha un Fritz!Box, diffuso tra i clienti di diversi operatori italiani, trova due integrazioni ufficiali: FRITZ!Box Tools (presenza dei dispositivi in rete, stato della connessione, QR code della rete ospiti) e FRITZ!SmartHome per prese e termostati FRITZ!. Con i router degli operatori l’integrazione dipende dal modello e spesso si limita al rilevamento dei dispositivi.
Per usare Home Assistant fuori casa non aprite la porta sul router. Le strade più sicure sono Home Assistant Cloud (servizio a pagamento del progetto, che passa da un tunnel cifrato), una VPN o un tunnel come Tailscale o Cloudflare: le confrontiamo nella guida https://hardwarfare.it/guide-tecniche/guide-reti/cgnat-ip-pubblico-ddns-tailscale-cloudflare/, utile anche a chi è dietro CGNAT. Se invece mettete HA dietro un reverse proxy, dalla 2026.8 le opzioni Trust X-Forwarded-For e Trusted proxies non si scrivono più in configuration.yaml ma si trovano in Impostazioni > Sistema > Rete, sezione HTTP server; i dettagli sono nella nostra guida ai reverse proxy.
Se qualcosa va storto
- “Error unmounting filesystem” durante il ripristino con Dischi di Ubuntu: secondo la documentazione state probabilmente eseguendo Ubuntu dal disco interno, oppure sul disco c’è una partizione di swap attiva. Fermate lo swap dall’app Dischi e riprovate, assicurandovi di aver scelto Try Ubuntu dalla chiavetta.
- Il mini PC non trova un supporto avviabile: aggiungete a mano la voce di avvio UEFI. Da Ubuntu live avviato in modalità UEFI (con sudo; sostituite NOME_DISCO con
sdaonvme0n1):sudo efibootmgr --create --disk /dev/NOME_DISCO --part 1 --label "HAOS" --loader 'EFIBOOTbootx64.efi'In alternativa, nel menu di avvio del firmware indicate il file
EFIBOOTbootx64.efi. - homeassistant.local non si apre: usate l’IP letto nella console o nell’elenco dispositivi del router. Su Windows datati la risoluzione dei nomi
.localpuò mancare. - “The system could not validate that the sqlite3 database at //config/home-assistant_v2.db was shutdown cleanly” nei log di Container: il container è stato fermato prima che chiudesse il database. Aggiungete
stop_grace_period: 60s(o--stop-timeout 60con docker run). - La chiavetta Zigbee non compare in Container: va passata esplicitamente con una sezione
devices, ad esempio- /dev/ttyUSB0:/dev/ttyUSB0. In una VM Proxmox va aggiunta come dispositivo USB nella scheda Hardware della VM.
Come tornare indietro
Su Raspberry Pi e mini PC basta riscrivere la scheda o il disco con un altro sistema: HA OS non lascia tracce altrove. Prima, però, scaricate l’ultimo backup e l’emergency kit, perché la procedura di benvenuto di una nuova installazione permette di ripristinare tutto da quel file. Sulla VM Proxmox create uno snapshot prima di ogni aggiornamento importante (qm snapshot 100 pre-aggiornamento) e, se qualcosa va male, tornate indietro con qm rollback 100 pre-aggiornamento. Per Container: sudo docker compose down ferma tutto, e la cartella config contiene l’intera configurazione da conservare o cancellare.
La nostra lettura
Nel 2026 Home Assistant OS è maturo al punto che il metodo “difficile” non serve quasi a nessuno: la differenza la fanno l’hardware (meglio un SSD che una scheda SD) e la disciplina sui backup, non il tipo di installazione. Scegliete Container solo se avete un motivo preciso; per tutti gli altri, HA OS su mini PC o in una VM Proxmox è la base più solida e più facile da mantenere.
Fonti
- Home Assistant – Installation
- Home Assistant – Generic x86-64
- Home Assistant – Raspberry Pi
- Home Assistant – Linux (VM e Container)
- Home Assistant – Backups
- Home Assistant – HTTP
- Proxmox VE – qm(1)
Immagine di copertina: Raspberry Pi 5.jpg di SimonWaldherr, licenza CC BY 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
