NAS fai da te con un vecchio PC: OpenMediaVault 8 o TrueNAS 25.10, installazione e SMB

Un PC di qualche anno fa, due dischi e un pomeriggio: è quanto serve per avere in casa un NAS, cioè un archivio di rete raggiungibile da tutti i computer e gli smartphone della famiglia. I due sistemi gratuiti più diffusi per farlo sono OpenMediaVault, leggero e basato su Debian, e TrueNAS Community Edition, costruito attorno al file system ZFS. In questa guida li confrontiamo, li installiamo e creiamo la prima cartella condivisa, con un occhio a quanto costa tenere acceso il tutto.

In breve

  • Tempo: 1–2 ore
  • Difficoltà: media
  • Cosa serve: un PC 64 bit con almeno 8 GB di RAM (per TrueNAS), un piccolo SSD per il sistema, uno o più dischi per i dati, una chiavetta USB per l’installazione, cavo di rete
  • Risultato: una condivisione SMB accessibile da Windows e macOS con utente e password

Versioni di riferimento: openmediavault 8.x «Synchrony» su Debian 13 (ultimo aggiornamento 8.6.1 del 30 ottobre 2026) e TrueNAS 25.10.7 «Goldeye», la versione che TrueNAS raccomanda per l’utente «General». La serie 27 è in fase di release candidate e non la consigliamo per un primo NAS. La procedura segue la documentazione ufficiale dei due progetti, verificata il 4 novembre 2026.

OpenMediaVault o TrueNAS?

openmediavault 8TrueNAS 25.10
BaseDebian 13Linux con ZFS al centro
RAMmodesta; gira anche su schede ARM8 GB per l’uso di base fino a otto dischi, più 1 GB per ogni disco oltre gli otto
Disco di sistemadisco dedicato, chiavetta USB o scheda SDSSD consigliato (la guida indica 16 GB); chiavette USB sconsigliate
Per chiPC vecchi e poco potenti, dischi di taglie diverse, chi vuole un Debian «normale» sottochi vuole ZFS (snapshot, controllo di integrità) e ha RAM e dischi adeguati
Limitiniente installazione in container LXCpiù esigente; da 25.10 niente accesso ospite sulle nuove condivisioni

La nostra indicazione: se il PC ha 4 GB di RAM o i dischi sono un insieme eterogeneo recuperato da altri computer, scegliete openmediavault. Se avete 16 GB, dischi uguali e volete snapshot e protezione dalla corruzione silenziosa, TrueNAS ripaga lo sforzo.

Attenzione: entrambe le installazioni cancellano il disco su cui installano il sistema. La documentazione di openmediavault chiede di scollegare tutti i dischi tranne quello di sistema prima di iniziare, perché il sistema occupa l’intero disco scelto e l’installer usa il primo disponibile. Copiate altrove i dati che vi interessano dai dischi recuperati: verranno formattati.

Una regola prima di tutto il resto: RAID non è backup. Il mirror protegge dalla rottura di un disco, non dalla cancellazione per errore, da un ransomware sul PC che scrive sulla condivisione o da un fulmine. I dati importanti devono avere anche una copia altrove; ne parliamo in https://hardwarfare.it/ai-software/linux/backup-automatici-server-restic-regola-3-2-1/.

Strada A: openmediavault 8

Passo A1: installazione da ISO

  1. scaricate la ISO dalla pagina dei file del progetto su SourceForge;
  2. scrivetela su una chiavetta con Etcher (con dd da Linux solo se sapete identificare con certezza la chiavetta con lsblk: dd sovrascrive il disco indicato senza chiedere conferma);
  3. scollegate i dischi dati, lasciando solo quello di sistema;
  4. avviate dalla chiavetta: l’installer chiede solo località, lingua e password di root;
  5. a fine installazione il sistema si riavvia: togliete la chiavetta, impostate il disco di sistema come avvio nel BIOS e ricollegate i dischi dati.

La documentazione raccomanda di restare collegati a Internet durante l’installazione: un’installazione offline crea problemi in seguito. Se non sapete come scegliere il dispositivo di avvio, vedete https://hardwarfare.it/guide/tutorial/entrare-bios-uefi-boot-menu-tasti-marca/.

Passo A2: primo accesso e sicurezza

Lo schermo collegato al NAS mostra l’indirizzo IP: apritelo dal browser di un altro PC. Le credenziali predefinite dell’interfaccia web sono admin / openmediavault: cambiatele subito. Poi seguite i due consigli della documentazione: disattivate l’accesso SSH di root in Services > SSH (è attivo per default) e create un utente non privilegiato da aggiungere ai gruppi _ssh e sudo se vi serve il terminale.

Verifica: uscite e rientrate nell’interfaccia web con la nuova password; un tentativo SSH come root deve essere rifiutato.

Passo A3: dischi, cartella condivisa, SMB

  1. in Storage > File Systems create il file system sul disco dati (la formattazione cancella il disco);
  2. in Users > Users create gli utenti della famiglia: la password impostata qui vale anche per Samba;
  3. in Storage > Shared Folders cliccate Add: nome, file system, percorso relativo (con / condividete l’intero disco); per default la cartella è di root:users con permessi 775;
  4. con il pulsante Permissions della cartella decidete chi legge e chi scrive;
  5. in Services > SMB/CIFS attivate il servizio e aggiungete una condivisione scegliendo la cartella appena creata.

Se più persone devono modificare gli stessi file, la documentazione suggerisce l’opzione «Enable permission inheritance» nella condivisione Samba, che crea i file con permessi 664. Per l’interfaccia abbiamo indicato le voci in inglese della documentazione.

Strada B: TrueNAS 25.10

Passo B1: installazione

  1. avviate dalla chiavetta e scegliete Install/Upgrade;
  2. selezionate con la barra spaziatrice il disco di sistema (due dischi per averlo in mirror) e confermate l’avviso che il disco verrà cancellato;
  3. scegliete Administrative user (truenas_admin) e impostate una password robusta: è l’account con il controllo completo del sistema;
  4. alla schermata «Installation Succeeded» confermate, riavviate e togliete la chiavetta.

Al riavvio la console mostra l’indirizzo IP ottenuto via DHCP: apritelo dal browser e accedete come truenas_admin. La guida hardware sconsiglia le chiavette USB come disco di sistema e chiede, se avete una scheda RAID, di usarla in modalità HBA (passthrough), lasciando a ZFS la gestione dei dischi.

Passo B2: pool, utente e condivisione

  1. create un pool in Storage con Create Pool (con due dischi, un mirror);
  2. in Credentials > Users cliccate Add e create l’utente con l’autenticazione Samba e l’accesso SMB attivi: root e gli account di sistema non possono usare le condivisioni;
  3. in Shares, nel riquadro Windows (SMB) Shares, cliccate Add;
  4. non condividete la radice del pool: nel selettore del percorso scegliete il pool, Create Dataset, date un nome (diventerà il nome della condivisione);
  5. in Purpose lasciate Default Share, verificate che sia Enabled e salvate con Save;
  6. accettate la richiesta di avviare il servizio SMB;
  7. nei permessi del dataset assegnate proprietario e gruppo al vostro utente amministratore e date accesso all’utente SMB con Edit Filesystem ACL.

Verifica: il servizio SMB risulta in esecuzione in System > Services e la condivisione è abilitata nel riquadro Windows (SMB) Shares.

Passo comune: collegarsi da Windows e Mac

Da Windows, nella barra degli indirizzi di Esplora file:

IP_DEL_NASNOME_CONDIVISIONE

e inserite utente e password creati sul NAS (non quelli di Windows). Per averla sempre disponibile, «Connetti unità di rete». Da macOS, nel Finder, menu Vai > Connessione al server, con l’indirizzo smb://IP_DEL_NAS/NOME_CONDIVISIONE.

Verifica: create un file dal PC, apritelo dal Mac, modificatelo e salvatelo. Se uno dei due può leggere ma non scrivere, il problema è nei permessi (passo A3 o B2), non nella rete.

Salute dei dischi

Un NAS si rompe quasi sempre per un disco. openmediavault ha una sezione Storage > S.M.A.R.T. per attivare il monitoraggio e i test periodici; su TrueNAS verificate nella documentazione della 25.10 come sono gestiti controlli e avvisi sui dischi. In entrambi i casi configurate le notifiche email: un avviso di settori riallocati in crescita vi dà il tempo di sostituire il disco. Cosa guardare nei valori SMART lo spieghiamo in https://hardwarfare.it/guide/tutorial/controllare-salute-ssd-hard-disk-smart/.

Quanto costa tenerlo acceso

Il conto è semplice: watt medi × 8.760 ore l’anno. Un vecchio PC desktop con due dischi meccanici che a riposo assorbe 30 W consuma circa 263 kWh l’anno; con un prezzo dell’energia di 0,25 € al kWh, valore di esempio da sostituire con quello della vostra bolletta, sono circa 66 € l’anno. Un mini PC a 10 W scende a circa 88 kWh, cioè 22 € allo stesso prezzo. Misurate il consumo reale con una presa wattmetro: è il dato che decide se conviene riciclare il vecchio desktop o comprare un mini PC, e lo spegnimento dei dischi a riposo può ridurlo ancora.

Se qualcosa va storto

  • openmediavault si è installato sul disco sbagliato. È il caso che la documentazione vuole evitare: l’installer usa il primo disco disponibile. Reinstallate con i soli dischi di sistema collegati.
  • TrueNAS non permette l’accesso ospite alla nuova condivisione. È voluto: dalla 25.10 le nuove condivisioni non possono usare il preset Legacy necessario per l’accesso ospite. Create un utente.
  • Windows chiede la password e la rifiuta. State usando root o un account di sistema (non ammessi su TrueNAS) oppure l’utente non ha l’accesso SMB attivo.
  • Si legge ma non si scrive. Su openmediavault servono permessi sufficienti sia a livello di servizio sia di file system, come ricorda la documentazione; su TrueNAS controllate l’ACL del dataset.
  • Non riuscite a cancellare una cartella condivisa su openmediavault. È ancora usata da un servizio (SMB, FTP, rsync): toglietela prima dal servizio.

Come tornare indietro

Un NAS fai da te non tocca gli altri PC: per tornare indietro basta spegnerlo. Se volete riutilizzare i dischi in un altro computer, ricordate che i dischi di un pool ZFS non si leggono da Windows: copiate prima i dati in rete. Per l’accesso da fuori casa non aprite la porta SMB su Internet: usate una VPN come in https://hardwarfare.it/guide/tutorial/vpn-casa-wireguard-fritzbox-server-linux/.

La nostra lettura

Per la maggior parte delle famiglie openmediavault su un mini PC o su un vecchio portatile con dischi esterni è il compromesso migliore tra semplicità e consumi. TrueNAS è la scelta di chi vuole un archivio che controlli da sé l’integrità dei dati, e accetta in cambio requisiti più alti. In entrambi i casi il NAS è il secondo posto dove stanno i vostri file, non l’unico.

Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo

Redazione HardWarfare
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