Aggiornare Ubuntu 24.04 a 26.04 LTS: procedura sicura per desktop e server

Ubuntu 24.04 LTS resta supportato fino a maggio 2029, quindi non c’è nessuna fretta. Ma da quando Canonical ha pubblicato la point release 26.04.1, annunciata il 27 agosto 2026, il salto da “Noble Numbat” a “Resolute Raccoon” è il percorso ufficiale per chi è in LTS, e il sistema lo propone da solo. In questa guida vediamo come farlo senza perdere un server di produzione per un pomeriggio: controlli prima, domande durante, verifiche dopo e cosa fare se l’aggiornamento si interrompe a metà.

In breve

  • Tempo: 15–20 minuti di preparazione, 30–90 minuti di aggiornamento (dipende da connessione, disco e numero di pacchetti).
  • Difficoltà: media su desktop, medio-alta su un server con servizi web o database.
  • Cosa serve: un utente con sudo, un backup verificato (o uno snapshot della VM), alcuni GB liberi, accesso alla console del server oltre a SSH.

Versioni: da Ubuntu 24.04 LTS a Ubuntu 26.04.1 LTS (kernel 7.0). La procedura è verificata sulla documentazione ufficiale Ubuntu al 4 novembre 2026.

Prima di tutto: si può aggiornare adesso?

La documentazione di Ubuntu Server fissa tre regole. Si passa solo da una LTS alla LTS successiva, senza salti: chi è ancora su 22.04 deve prima arrivare a 24.04. Il passaggio LTS→LTS viene offerto solo dopo la prima point release, cioè 26.04.1. Infine, secondo l’annuncio di Canonical, l’offerta automatica agli utenti 24.04 è arrivata “un paio di settimane” dopo la 26.04.1, per attendere le correzioni a una regressione di rust-coreutils: a novembre 2026 queste condizioni sono soddisfatte.

Per sapere se il vostro sistema vede la nuova versione senza avviare nulla, usate l’opzione di sola verifica, che risponde con il codice di uscita:

do-release-upgrade -c

Se il comando dice che non ci sono nuove versioni, aprite /etc/update-manager/release-upgrades: la riga Prompt deve valere lts (un valore never blocca le proposte di aggiornamento). Non usate l’opzione -d: la documentazione la riserva alle release di sviluppo e la sconsiglia esplicitamente in produzione.

Cosa cambia passando a 26.04: la tabella da leggere prima

Due anni di sviluppo in un colpo solo significano molti componenti di base sostituiti. Questi sono i cambi, elencati da Canonical nel riepilogo per chi arriva da 24.04, che hanno più conseguenze pratiche su desktop e server.

Componente24.0426.04Cosa controllare
Kernel (GA)6.87.0Moduli DKMS esterni (driver, VirtualBox) da ricompilare
PHP8.38.5Configurazioni del web server che puntano a php8.3-fpm
MySQL8.08.4 LTSUtenti con mysql_native_password bloccati per impostazione predefinita
OpenSSH9.6p110.2p1Chiavi DSA non più supportate
sudosudosudo-rsIl vecchio strumento diventa sudo.ws; sudo-ldap rimosso
coreutilsGNUrust-coreutilsScript che dipendono da opzioni particolari (le versioni GNU restano con prefisso gnu)
Initramfsinitramfs-toolsDracutHook personalizzati in /etc/initramfs-tools
APT2.73.1apt-key rimosso: le chiavi dei repository vanno gestite come file
Python3.123.14Ambienti virtuali creati con il Python di sistema da ricreare
Sessione desktopWayland e X.orgSolo Wayland per Ubuntu DesktopLe app X11 girano tramite XWayland

Altri punti che riguardano i server: cgroup v1 è stato rimosso (vecchi container o agenti di monitoraggio che lo richiedono non partiranno), Squid 7 rifiuta direttive eliminate come il supporto Ident, OpenLDAP passa a OpenSSL e non si avvia con una stringa di cifrari GnuTLS rimasta in configurazione, Postfix non si installa più in chroot per impostazione predefinita. Chi usa un controller di dominio Samba AD senza il pacchetto samba-ad-dc deve installarlo prima dell’aggiornamento. Su desktop, i requisiti consigliati salgono a 6 GB di RAM e 25 GB di spazio.

Prerequisiti e backup

Attenzione: una volta completato il download dei pacchetti, la documentazione Ubuntu avverte che l’aggiornamento non si può più annullare. Su un server fate uno snapshot della VM o del VPS dal pannello del provider, e in ogni caso un backup dei dati (database compresi, con un dump) su una macchina diversa.

  • Un dump dei database: per MySQL/MariaDB mysqldump o lo strumento che già usate, per PostgreSQL pg_dumpall.
  • Una copia di /etc: è lì che vivono le configurazioni che l’aggiornamento vi chiederà se sostituire.
  • Accesso alla console (KVM, VNC o console web del provider): se il demone SSH si riavvia male, è l’unico modo per rientrare.
  • Qualcuno davanti allo schermo: l’aggiornamento è interattivo e si ferma per fare domande.
sudo tar czf /root/etc-prima-di-26-04.tar.gz /etc
df -h /

La documentazione parla di “diversi gigabyte” necessari: su una VM con disco da 20 GB quasi pieno conviene liberare spazio prima (vecchi kernel, log, cache di Docker).

1. Portate 24.04 all’ultimo aggiornamento

Il sistema di partenza deve essere completamente aggiornato. La documentazione indica di includere anche gli aggiornamenti “a fasi”, che APT distribuisce gradualmente:

sudo apt update
sudo apt dist-upgrade -o APT::Get::Always-Include-Phased-Updates=true

Poi controllate se serve un riavvio:

ls /run/reboot-required

Se il file esiste, riavviate prima di proseguire.

Verifica: ripetete sudo apt update e poi apt list --upgradable: l’elenco deve essere vuoto. Dopo il riavvio, ls /run/reboot-required deve rispondere che il file non esiste.

2. Fate l’inventario di PPA e repository esterni

Ubuntu li chiama “la causa più comune dei problemi di aggiornamento”. Durante l’upgrade vengono disattivati automaticamente, e i pacchetti che ne provenivano possono restare a versioni pensate per 24.04. Prendete nota di cosa avete:

ls /etc/apt/sources.list.d/
grep -rhE '^(deb |URIs:)' /etc/apt/sources.list.d/

Il secondo comando stampa gli indirizzi dei repository aggiuntivi, sia nel vecchio formato a riga singola sia nel formato deb822: fa emergere in fretta Docker, repository di PHP di terze parti, driver o browser installati da fuori. Per ciascuno annotate se esiste una versione per 26.04 sul sito del produttore. Esiste l’opzione --allow-third-party, che lascia attivi questi repository durante l’aggiornamento, ma su un server di produzione non la consigliamo: è il modo più rapido per ottenere dipendenze incrociate impossibili da risolvere.

3. Per i server web: annotate versioni e configurazioni di PHP

Su 24.04 il PHP dei repository è la serie 8.3 (pacchetto php8.3-fpm), su 26.04 è la 8.5 (php8.5-fpm, versione 8.5.4 nei repository al momento della verifica). I pacchetti hanno il numero di versione nel nome, quindi dopo l’aggiornamento il web server potrebbe ancora cercare il vecchio processo FPM. Prima di partire salvate l’elenco delle estensioni e individuate i riferimenti alla versione:

apt list --installed 'php8.3-*' 2>/dev/null > ~/php83-estensioni.txt
grep -rn 'php8.3' /etc/nginx/ /etc/apache2/ 2>/dev/null

Se usate MySQL 8.0, controllate subito quali utenti usano ancora il vecchio plugin di autenticazione, che su 8.4 viene bloccato:

sudo mysql -e "SELECT user, host, plugin FROM mysql.user;"

Gli account con mysql_native_password vanno migrati a caching_sha2_password (o il plugin va abilitato esplicitamente), altrimenti l’applicazione non si connetterà più. Il percorso completo di uno stack Nginx + PHP-FPM su 26.04 è nella nostra guida https://hardwarfare.it/ai-software/linux/installare-nginx-php-fpm-mariadb-ubuntu-lemp/.

4. Avviate l’aggiornamento

Sia su server sia su desktop il comando è lo stesso (su desktop potete usare anche la notifica del Software Updater, ma da terminale vedete tutto quello che succede):

sudo do-release-upgrade

Il programma prepara un riepilogo (pacchetti da installare, aggiornare e rimuovere, spazio da scaricare) e chiede conferma. Leggetelo davvero: se nell’elenco delle rimozioni compare qualcosa che vi serve, rispondete no e indagate prima.

Durante l’installazione arriveranno le domande sui file di configurazione che avete modificato. Le opzioni sono sempre le stesse:

  • Y o I: installa la versione del manutentore del pacchetto (perdete le vostre modifiche);
  • N o O: mantiene la vostra versione (è la scelta predefinita);
  • D: mostra le differenze tra le due versioni;
  • Z: apre una shell per esaminare la situazione.

La nostra regola: premete sempre D prima di decidere. Per file che avete toccato voi (sshd_config, php.ini, configurazioni di nginx) di solito si mantiene la propria versione; per file che non ricordate di aver modificato conviene accettare quella nuova. La documentazione segnala che per i file legati all’avvio accettare la nuova versione può essere necessario per partire con il nuovo kernel. Alla fine il programma propone di rimuovere i pacchetti obsoleti: su un server che usava PHP 8.3 rispondete solo dopo aver controllato che nell’elenco non ci sia qualcosa che vi serve ancora.

5. Riavviate e verificate

Quando compare la richiesta di riavvio, accettate: secondo Ubuntu il sistema non è considerato aggiornato finché il riavvio non avviene.

lsb_release -a
uname -r
systemctl --failed

Verifica: lsb_release -a deve indicare Ubuntu 26.04.1 LTS (o una point release successiva), uname -r un kernel della serie 7.0, e systemctl --failed non deve elencare servizi falliti. Su un server web aprite il sito da un browser esterno e controllate i log del web server.

6. Rimettete in piedi PHP e i repository esterni

Se PHP-FPM 8.5 non è stato installato automaticamente, installatelo e aggiungete le estensioni che avevate su 8.3, cambiando solo il numero di versione nei nomi che trovate in ~/php83-estensioni.txt:

sudo apt install php8.5-fpm
ls /run/php/

Il secondo comando mostra il socket realmente creato da PHP-FPM: aggiornate il percorso nelle configurazioni di nginx o Apache trovate al passo 3, poi controllate la sintassi e ricaricate (sudo nginx -t e sudo systemctl reload nginx per nginx). Per i repository esterni, riattivateli uno alla volta solo quando il produttore pubblica pacchetti per 26.04. Ricordate anche che “Software e aggiornamenti” non è più installato di serie su desktop: se vi serve, il pacchetto è software-properties-gtk.

Verifica: systemctl status php8.5-fpm deve risultare attivo e una pagina PHP del sito deve rispondere senza errore 502. Se avevate driver NVIDIA, Canonical indica di reinstallarli con sudo ubuntu-drivers install --recommended.

Se qualcosa va storto

Il programma chiede di installare prima gli aggiornamenti

Il sistema di partenza non è aggiornato: tornate al passo 1, compresa l’opzione per gli aggiornamenti a fasi.

Nessuna nuova versione disponibile

Controllate la riga Prompt in /etc/update-manager/release-upgrades e che il sistema sia davvero una 24.04 (lsb_release -a). Da 22.04 non si arriva direttamente a 26.04.

L’aggiornamento si è interrotto a metà

Una connessione SSH caduta o un blackout possono lasciare pacchetti scompattati ma non configurati. Rientrate dalla console e completate la configurazione con dpkg, poi fate risolvere ad APT le dipendenze rimaste aperte:

sudo dpkg --configure -a
sudo apt -f install
sudo apt dist-upgrade

I file di log dell’aggiornamento sono nella cartella /var/log/dist-upgrade/: allegateli se chiedete aiuto su un forum o aprite un bug.

Il server non accetta più la vostra chiave SSH

Se usavate ancora una chiave DSA, OpenSSH 10.2 non la supporta più. Entrate dalla console, generate una chiave Ed25519 e aggiungetela ad authorized_keys; il setup completo è nella guida https://hardwarfare.it/ai-software/linux/primo-setup-vps-ubuntu-ssh-firewall/.

L’app non si collega più a MySQL

È quasi sempre l’utente con mysql_native_password bloccato da MySQL 8.4: cambiate il plugin di autenticazione dell’utente come visto al passo 3.

Come tornare indietro

Non esiste un downgrade supportato da 26.04 a 24.04: un sistema “rimesso indietro” con APT è un sistema misto e fragile. Le uniche strade pulite sono lo snapshot della VM fatto prima di partire, oppure una reinstallazione di 24.04 con il ripristino dei dati e di /etc dal backup. Per questo su un server lo snapshot non è facoltativo, e per i backup periodici vi rimandiamo a https://hardwarfare.it/ai-software/linux/backup-automatici-server-restic-regola-3-2-1/.

La nostra lettura

Su un desktop l’aggiornamento è ormai routine; su un server il rischio non sta in do-release-upgrade ma in quello che gli gira intorno: PHP con il numero di versione nei nomi, MySQL più severo sull’autenticazione, repository esterni. Se il vostro 24.04 funziona e non vi serve nulla di nuovo, potete aspettare anche un anno; quando aggiornate, fatelo con uno snapshot in mano e in un orario in cui un’ora di fermo non è un problema. Chi vuole sapere cosa arriverà dopo trova le novità della versione intermedia in https://hardwarfare.it/ai-software/linux/ubuntu-26-10-stonking-stingray-novita/.

Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo

Redazione HardWarfare
Redazione HardWarfarehttps://hardwarfare.it/chi-siamo/
La redazione di HardWarfare segue hardware PC, gaming, smartphone, sicurezza informatica e mercato tech. Ogni articolo parte da fonti primarie linkate in calce, viene verificato da un revisore diverso da chi lo scrive e si aggiorna quando i fatti cambiano. Scriveteci da Contatti per segnalazioni e correzioni.

Da non perdere

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome