Cosa fare dopo aver installato Ubuntu 26.04 LTS: aggiornamenti, codec, app e backup

Ubuntu 26.04 LTS “Resolute Raccoon” è installato e il desktop è lì. Prima di usarlo per lavoro conviene dedicare mezz’ora a una manciata di impostazioni che l’installer lascia a voi: aggiornamenti, driver, codec, il rapporto tra apt, snap e Flatpak, un firewall e soprattutto un punto di ripristino. Ecco l’ordine che consigliamo, con un controllo per ogni passo.

In breve

  • Tempo: 30–45 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Cosa serve: Ubuntu 26.04.1 LTS appena installato, connessione a Internet, un disco esterno per gli snapshot, opzionalmente un account Ubuntu One per Ubuntu Pro
  • Risultato: sistema aggiornato, con codec, firewall attivo, snapshot di sistema e patch del kernel senza riavvio

Versioni: Ubuntu Desktop 26.04.1 LTS (amd64). Procedura verificata sulla documentazione ufficiale di Canonical, Flathub e Google e sull’archivio pacchetti Ubuntu al 4 novembre 2026.

Attenzione: alcuni passaggi aggiungono repository o software di terze parti. Fate prima il passo 4 (Timeshift) se state lavorando su un PC con dati importanti, oppure seguite l’ordine e non installate nulla da fonti esterne prima di avere uno snapshot.

1. Aggiornare tutto

Anche con un’ISO 26.04.1 recente, i primi aggiornamenti arrivano subito. Da Software Updater, oppure da terminale:

sudo apt update
sudo apt upgrade

Riavviate se richiesto. Le applicazioni snap si aggiornano da sole in background.

Verifica: rilanciando sudo apt upgrade il sistema deve rispondere che non c’è nulla da aggiornare.

2. Driver: controllare cosa serve

Ubuntu porta con sé i driver open source per AMD e Intel. Per le schede NVIDIA, o per alcuni chip Wi-Fi, servono driver aggiuntivi. Elencateli:

sudo ubuntu-drivers list

Se avete spuntato il software di terze parti durante l’installazione, probabilmente sono già al loro posto. Per le NVIDIA, tra versioni, rami di supporto e Secure Boot, c’è la nostra guida ai driver NVIDIA su Ubuntu e Fedora.

3. Codec e font: ubuntu-restricted-extras

Se all’installazione non avete attivato il supporto ai formati multimediali aggiuntivi, recuperatelo con il metapacchetto che sta nel componente multiverse:

sudo apt install ubuntu-restricted-extras

Trascina con sé, tra gli altri, libavcodec-extra, unrar e ttf-mscorefonts-installer, che installa i font Microsoft più comuni (Arial, Times New Roman) e vi chiederà di accettarne la licenza. I font sono utili a chi scambia documenti Word con colleghi che usano Windows.

Verifica: aprite un video MP4 H.264 con il lettore predefinito: deve partire senza chiedere di installare plugin.

4. Un paracadute: Timeshift

Timeshift fa snapshot del sistema e permette di tornare indietro dopo un aggiornamento o un driver problematico. È nel componente universe di Ubuntu 26.04 (versione 25.12.4):

sudo apt install timeshift

Avviatelo, scegliete la modalità RSYNC, indicate un disco (meglio esterno o una partizione diversa da quella di sistema) e una pianificazione, per esempio giornaliera con qualche copia. Timeshift non è un backup dei documenti: la cartella home va salvata a parte.

Verifica: create subito uno snapshot manuale e controllate che compaia nell’elenco con la data corretta.

5. Capire apt, snap e Flatpak

Su Ubuntu convivono tre sistemi di pacchetti, e capire chi fa cosa evita doppioni e confusione.

FormatoDa dove arrivaAggiornamentiQuando usarlo
deb (apt)Archivio UbuntuCon gli aggiornamenti di sistemaStrumenti di sistema, librerie, programmi da terminale
snapSnap Store di Canonical, tramite App CenterAutomatici in backgroundIl default di Ubuntu: Firefox, Steam, molte app desktop
FlatpakFlathub (da aggiungere)Con flatpak update o dal suo negozioApp presenti solo su Flathub o più aggiornate lì

App Center mostra pacchetti snap e deb; quando un’app esiste in entrambi i formati, elenca per primo lo snap. Il nostro consiglio, senza tifo: usate App Center come prima scelta e aggiungete Flatpak solo se un’applicazione che vi serve sta su Flathub. In quel caso:

sudo apt install flatpak
flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://dl.flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo

Poi riavviate, come indica Flathub. App Center non mostra le app Flatpak: si installano da terminale con flatpak install flathub ID_APPLICAZIONE o da un negozio che le supporta (il pacchetto gnome-software-plugin-flatpak, in universe, aggiunge il supporto a GNOME Software).

Verifica: flatpak remotes deve elencare flathub.

6. Google Chrome, se vi serve

Ubuntu include Firefox. Chi preferisce Chrome lo scarica da google.com/chrome come pacchetto .deb a 64 bit: Google indica come requisito Ubuntu 18.04 o successivo e un processore x86-64 con SSE3, oppure ARM a 64 bit. Dal terminale, nella cartella del download:

sudo apt install ./NOME_FILE.deb

Secondo Google, Chrome viene aggiunto al gestore pacchetti e si aggiorna così insieme al resto del sistema.

7. Attivare il firewall

Ubuntu ha ufw come strumento firewall predefinito, ma è disattivato all’inizio. Su un PC desktop che non deve offrire servizi in rete basta accenderlo:

sudo ufw enable
sudo ufw status verbose

Verifica: lo stato deve risultare attivo. Se in futuro vi servirà l’accesso SSH a questo PC, aprite la porta con sudo ufw allow 22.

8. Ubuntu Pro gratuito e Livepatch

È il passaggio che quasi nessuno fa e che ha più senso su una LTS. Ubuntu Pro è gratuito per uso personale fino a 5 macchine fisiche (50 per i membri della comunità Ubuntu) ed estende la manutenzione di sicurezza a 10 anni, coprendo anche i pacchetti di universe, che con la sola manutenzione standard non ricevono garanzie. Include Livepatch, che applica le correzioni critiche del kernel senza riavviare. Il collegamento più semplice è senza token:

sudo pro attach

Il terminale mostra un indirizzo (ubuntu.com/pro/attach) e un codice: apritelo nel browser, accedete, incollate il codice, lasciate selezionato l’abbonamento personale gratuito e confermate. Sulle LTS, Livepatch si attiva in automatico dopo il collegamento.

Verifica: al termine il terminale deve indicare che la macchina è collegata all’abbonamento personale gratuito di Ubuntu Pro, con il riepilogo dei servizi attivati.

9. Italiano completo e dizionari

Se avete installato in italiano, l’interfaccia lo è già, ma correttore e sillabazione di LibreOffice potrebbero mancare. Aprite Language Support dalla ricerca di Activities, oppure Impostazioni, Sistema, Regione e lingua, quindi la gestione delle lingue installate, Install / Remove Languages…, spuntate l’italiano e applicate. Arrivano dizionari, font e metodi di input.

10. Pensare già al prossimo aggiornamento

Secondo la documentazione Ubuntu, il passaggio da una LTS alla successiva viene proposto solo con il primo point release della nuova versione: fino ad allora non dovete fare nulla, gli aggiornamenti di sicurezza arrivano comunque. Chi arriva da 24.04 trova la procedura nella guida su come aggiornare Ubuntu da 24.04 a 26.04.

Se qualcosa va storto

apt si blocca o un aggiornamento si interrompe a metà

Se si è interrotto per un blackout o uno spegnimento, la documentazione Ubuntu indica due comandi da lanciare in sequenza:

sudo dpkg --configure -a
sudo apt --fix-broken install

“Impossibile trovare il pacchetto” per ubuntu-restricted-extras o timeshift

Sono rispettivamente in multiverse e universe. Aprite Software e aggiornamenti e controllate che quei componenti siano abilitati, poi rilanciate sudo apt update.

Un’app compare due volte nel menu

L’avete installata sia come snap sia come deb o Flatpak. Disinstallate la copia che non usate: tenerle entrambe raddoppia gli aggiornamenti e confonde le associazioni dei file.

Dopo aver attivato ufw qualcosa in rete non funziona

Disattivatelo per la prova con sudo ufw disable: se il problema sparisce, aprite solo la porta necessaria e riattivatelo.

Come tornare indietro

Lo snapshot del passo 4 è il vostro punto di ritorno: in Timeshift selezionatelo e scegliete il ripristino. Per rimuovere singoli componenti: sudo apt remove NOME_PACCHETTO per i deb, flatpak uninstall ID_APPLICAZIONE per Flatpak. Se avete installato Ubuntu accanto a Windows, la guida al dual boot con Windows 11 spiega anche come sistemare l’orologio sfasato, il primo fastidio dopo l’installazione.

La nostra lettura

Ubuntu 26.04 è pronto all’uso già dopo l’installazione: i passaggi davvero indispensabili sono tre, cioè aggiornamenti, Timeshift e Ubuntu Pro. Quest’ultimo è il più sottovalutato: gratis, in due minuti, porta il supporto di sicurezza a dieci anni e toglie un riavvio a ogni patch del kernel.

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