Per installare o provare una distribuzione Linux serve quasi sempre una chiavetta USB avviabile, e il modo di crearla dipende dal sistema che avete davanti: Windows, macOS o un altro Linux. Gli strumenti sono gratuiti e i passaggi brevi, ma due errori si ripetono: scrivere un’ISO corrotta e, con dd, scegliere il disco sbagliato. Questa guida parte proprio da lì.
In breve
- Tempo: 15–30 minuti, download escluso
- Difficoltà: facile con Rufus, Dischi ed Etcher; media con Ventoy e dd
- Cosa serve: chiavetta USB da almeno 8 GB (verrà cancellata), l’ISO della distribuzione e i suoi file di checksum
- Attenzione a: Ventoy 1.1.11 ha un problema noto con l’installazione di Ubuntu
Versioni: Rufus 4.15 (30 giugno 2026), Ventoy serie 1.1, Ubuntu 26.04.1 LTS, Linux Mint 22.3. Procedura verificata sulla documentazione ufficiale di Canonical, Linux Mint, Rufus e Ventoy al 4 novembre 2026.
Attenzione: tutti i metodi di questa guida cancellano completamente la chiavetta. Copiate altrove i file che contiene. Con dd un nome di dispositivo sbagliato cancella il disco del vostro computer: leggete il passo dedicato prima di premere Invio.
Quale strumento scegliere
| Strumento | Sistema | Punto di forza | Limite |
|---|---|---|---|
| Rufus | Windows 8 o successivi | Veloce, gestisce modalità ISO e DD | Solo Windows |
| Ventoy | Windows, Linux | Più ISO sulla stessa chiavetta, basta copiarle | Secure Boot da configurare, bug noto con Ubuntu nella 1.1.11 |
| Dischi (GNOME Disks) | Ubuntu e altre distro | Già installato, interfaccia grafica | Una ISO per chiavetta |
| KDE ISO Image Writer | Ubuntu/Kubuntu 26.04 | Verifica l’ISO con i file SHA256SUMS | Da installare |
| balenaEtcher | Windows, macOS, Linux | Identico ovunque, consigliato da Linux Mint | Pesante per quello che fa |
| dd | Linux, macOS | Nessun programma da installare | Nessuna protezione contro gli errori |
La nostra indicazione: Rufus su Windows, Dischi su Linux, balenaEtcher su Mac. Ventoy è perfetto per chi prova molte distribuzioni, meno per un’installazione singola.
1. Verificare l’ISO prima di scriverla
Una chiavetta che si blocca a metà installazione, molto spesso, è un’ISO scaricata male. Il controllo richiede un minuto.
Ubuntu. Scaricate nella stessa cartella dell’ISO i file SHA256SUMS e SHA256SUMS.gpg. Su Linux (e su macOS con gnupg e coreutils installati da Homebrew) verificate prima la firma, poi il checksum:
gpg --keyid-format long --keyserver hkp://keyserver.ubuntu.com --recv-keys 0x46181433FBB75451 0xD94AA3F0EFE21092
gpg --keyid-format long --verify SHA256SUMS.gpg SHA256SUMS
sha256sum -c SHA256SUMS 2>&1 | grep OKVerifica: gpg deve riportare una firma valida (“Good signature”) della chiave di firma automatica delle immagini Ubuntu; l’avviso che la chiave non è certificata è normale. L’ultimo comando deve stampare il nome della vostra ISO seguito da OK. Nessun output significa ISO non corrispondente: riscaricatela.
Linux Mint. I file si chiamano sha256sum.txt e sha256sum.txt.gpg. Il checksum si calcola con sha256sum -b NOME_FILE.iso su Linux e shasum -a 256 NOME_FILE.iso su macOS; la chiave di firma di Mint ha impronta 27DE B156 44C6 B3CF 3BD7 D291 300F 846B A25B AE09:
gpg --keyserver hkp://keys.openpgp.org:80 --recv-key 27DEB15644C6B3CF3BD7D291300F846BA25BAE09
gpg --verify sha256sum.txt.gpg sha256sum.txtWindows. In PowerShell, Get-FileHash usa SHA-256 per impostazione predefinita; confrontate il valore con la riga corrispondente del file di checksum:
Get-FileHash PERCORSONOME_FILE.iso2. Da Windows con Rufus
- Scaricate Rufus da rufus.ie (la versione stabile al 4 novembre è la 4.15; richiede Windows 8 o successivo, non va installato) e avviatelo.
- Inserite la chiavetta e controllate che sia quella giusta nel campo Device.
- Accanto a Boot selection premete SELECT e scegliete l’ISO. Se il pulsante dice DOWNLOAD, aprite il menu a tendina e passate a SELECT.
- Lasciate i valori proposti. Solo se la chiavetta non si avvia, ricreatela con Partition scheme GPT e Target system UEFI (non CSM).
- Premete START. Alla domanda sull’immagine ISOHybrid scegliete Write in ISO Image mode; accettate l’eventuale download di file aggiuntivi e confermate l’avviso di cancellazione.
- Quando la barra di stato dice READY, chiudete.
Perché ISO e non DD? Le FAQ di Rufus spiegano che con la modalità DD Windows poi mostra una capacità ridotta della chiavetta, diventa difficile aggiungere file e, con alcune immagini GPT, i firmware UEFI più pignoli possono rifiutare l’avvio. La modalità DD resta il piano B: se in modalità ISO la chiavetta non parte, ricreatela scegliendo DD quando Rufus lo chiede.
Verifica: in Esplora file la chiavetta in modalità ISO mostra cartelle come boot ed EFI. Il test definitivo è avviarla dal menu di boot del PC.
3. Ventoy: più distribuzioni su una chiavetta
Ventoy installa sulla chiavetta un piccolo boot loader; dopo, le ISO si copiano come normali file e un menu vi fa scegliere quale avviare. Su Windows si scompatta il pacchetto ventoy-VERSIONE-windows.zip, si avvia Ventoy2Disk.exe, si sceglie il dispositivo e si preme Install. Per impostazione predefinita sono elencate solo le unità USB: l’opzione “Show all devices” mostra anche i dischi interni, quindi usatela con estrema cautela. Su Linux, dopo aver identificato la chiavetta con lsblk --scsi come spiegato nel passo 4, da root:
sh Ventoy2Disk.sh -i -g /dev/DISPOSITIVO_USBDove -i installa (fallisce se Ventoy è già presente), -g usa lo schema GPT invece dell’MBR predefinito, -u aggiorna un’installazione esistente e -s attiva il supporto a Secure Boot.
Tre avvertenze. La documentazione Ubuntu segnala che Ventoy 1.1.11 ha un problema che impedisce di installare Ubuntu correttamente: usate un’altra versione. Con Secure Boot attivo, al primo avvio su ogni PC Ventoy mostra una schermata blu per l’iscrizione della chiave; dalla 1.1.13 va iscritta una nuova chiave legata al passaggio ai certificati UEFI CA 2023. Su alcuni computer, infine, bisogna abilitare nel firmware l’opzione che consente la CA di terze parti di Microsoft (“Allow Microsoft 3rd Party UEFI CA” o simile). Se al posto della schermata blu compare un errore, il progetto stesso ammette che la sua soluzione per Secure Boot non funziona su quella macchina.
4. Da Linux: Dischi, Startup Disk Creator o dd
Dischi è il primo metodo indicato da Canonical: selezionate la chiavetta nella barra laterale (non il disco di sistema), chiudete le finestre che la usano, aprite il menu ⋮ e scegliete Restore Disk Image…, indicate l’ISO, premete Start Restoring… e inserite la password. Su Ubuntu e derivate c’è anche Startup Disk Creator (sudo apt install usb-creator-gtk), pensato solo per immagini Ubuntu, e su 26.04 KDE ISO Image Writer (sudo apt install isoimagewriter), che verifica da solo l’ISO se trova nella stessa cartella SHA256SUMS e SHA256SUMS.gpg. Su Linux Mint basta il clic destro sull’ISO e Make Bootable USB Stick.
dd è il metodo universale e il più pericoloso. Prima identificate la chiavetta:
lsblk --scsiVerifica: lanciate lsblk --scsi con e senza chiavetta inserita e confrontate: il dispositivo che appare (per esempio sdb) è quello giusto. Controllate anche modello e dimensione. Il disco con le partizioni montate su / e /boot/efi è il vostro sistema: non va mai usato in of=.
sudo umount /dev/DISPOSITIVO*
sudo dd if=PERCORSO/NOME_FILE.iso of=/dev/DISPOSITIVO bs=4M conv=fsync status=progress
sudo partprobe /dev/DISPOSITIVOSi scrive sul dispositivo intero (sdb), non su una partizione (sdb1). conv=fsync garantisce che i dati siano davvero scritti prima che dd termini.
5. Da macOS: balenaEtcher o dd
Con balenaEtcher scaricate la versione arm64 per i Mac Apple silicon o quella Intel, poi Flash from file, Select target e Flash!. Da Terminale, prima di tutto lanciate diskutil list senza e poi con la chiavetta inserita: il disco che compare (con la dimensione della chiavetta e la dicitura external) è il vostro diskNUMERO. Il disco interno, di solito disk0, non va mai usato in of=.
diskutil list
diskutil unmountDisk /dev/diskNUMERO
sudo dd if=PERCORSO/NOME_FILE.iso of=/dev/rdiskNUMERO bs=4m
diskutil eject /dev/diskNUMEROrdisk è il dispositivo “raw”, più veloce. Ricordate che la chiavetta serve per un PC: secondo Canonical, i Mac Apple silicon (M1 e successivi) non avviano l’ISO standard di Ubuntu e richiedono il progetto comunitario Ubuntu Asahi, non supportato ufficialmente.
Se qualcosa va storto
“Resource busy” su macOS
Il volume è ancora montato. Smontatelo da Utility Disco senza espellerlo e ripetete dd.
“invalid number” con dd su macOS
State usando il dd GNU (per esempio installato con Homebrew), che vuole la M maiuscola: bs=4M.
La chiavetta non compare nel menu di boot o non parte
Con Rufus ricreatela con GPT e UEFI (non CSM); se non basta, provate la modalità DD. Controllate che nel firmware la modalità legacy/CSM sia disattivata se il PC deve avviarsi in UEFI. Per i tasti del menu di boot e i percorsi dei firmware c’è la guida su come entrare nel BIOS e nel boot menu.
Secure Boot blocca l’avvio
Ubuntu, Fedora e Mint si avviano con Secure Boot attivo. Se il blocco riguarda Ventoy, seguite la procedura di iscrizione della chiave o usate un metodo che scrive l’ISO direttamente (Rufus, Dischi, Etcher).
Dopo la modalità DD la chiavetta “è diventata piccola”
Non è rotta: Windows vede solo la prima piccola partizione, non quella Linux. Vedete il paragrafo successivo.
Come tornare indietro: riavere una chiavetta normale
Le FAQ di Rufus indicano la strada: impostate Boot selection su Non bootable, scegliete il file system e avviate. Rufus elimina le partizioni aggiuntive e restituisce tutta la capacità. Per scegliere tra FAT32, exFAT e NTFS c’è la guida su come formattare una chiavetta USB.
La nostra lettura
Lo strumento conta meno del metodo: verificare l’ISO e identificare il disco con certezza evita il 90% dei problemi. Con la chiavetta pronta, il passo successivo è il dual boot con Windows 11 o un’installazione completa di Linux Mint su un PC da recuperare.
Fonti
- Ubuntu Desktop documentation – Create a bootable USB stick
- Ubuntu – How to verify your Ubuntu download
- Linux Mint Installation Guide – Verify
- Rufus
- Rufus FAQ
- Ventoy – Get started
- Ventoy – Secure Boot
- Microsoft Learn – Get-FileHash
Immagine di copertina: USB Flash Drive – Verbatim Thumb Drive (49165128612).jpg di Tony Webster from Minneapolis, Minnesota, United States, licenza CC BY 2.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
