Secure Boot e TPM 2.0 sono requisiti di Windows 11 e di molti anti-cheat dei giochi online; la virtualizzazione hardware serve a WSL, Hyper-V, alle macchine virtuali e a diverse funzioni di sicurezza di Windows. Sui PC recenti sono quasi sempre già attivi, ma un aggiornamento del BIOS o un reset della CMOS li spegne, e su un PC assemblato possono non esserlo mai stati. In più, nel 2026 sono scaduti i certificati Secure Boot del 2011: vediamo anche come controllare che il vostro PC abbia ricevuto quelli del 2023.
In breve
- Tempo: 10–20 minuti; fino a un’ora se serve convertire il disco da MBR a GPT.
- Difficoltà: media.
- Cosa serve: account amministratore, accesso al BIOS/UEFI, la chiave di ripristino BitLocker se il disco è cifrato.
- Ordine giusto: prima si verifica il disco (deve essere GPT), poi si passa da CSM/Legacy a UEFI, poi si attiva Secure Boot. Il TPM e la virtualizzazione sono indipendenti.
Versioni: Windows 11 26H2, firmware UEFI di schede madri e notebook recenti. La procedura segue la documentazione ufficiale di Microsoft e dei produttori citati in calce, verificata il 4 novembre 2026. I nomi dei menu cambiano da marca a marca e tra versioni del BIOS.
Attenzione: se il disco è cifrato con BitLocker (o con la crittografia del dispositivo, attiva di default su molti portatili), modificare Secure Boot o TPM fa chiedere la chiave di ripristino al riavvio. Recuperatela prima dal vostro account Microsoft. Non usate mai la voce “Clear TPM” o “Cancella TPM” se non sapete esattamente cosa fa: cancella le chiavi conservate nel chip.
Passo 1: controllare lo stato attuale
Prima di entrare nel BIOS conviene sapere cosa manca. Premete Win+R e lanciate msinfo32: nella pagina Riepilogo di sistema guardate Modalità BIOS (deve essere UEFI) e Stato avvio protetto (Attivato o Disattivato). Per il TPM, Win+R e tpm.msc: deve comparire il messaggio che il TPM è pronto per l’uso e, sotto le informazioni sul produttore, Versione specifica 2.0. Da PowerShell aperto come amministratore si fa tutto in una volta:
Confirm-SecureBootUEFI
Get-Tpm
Get-Disk | Format-Table -AutoSizeVerifica: Confirm-SecureBootUEFI restituisce True (attivo) o False (supportato ma spento); se risponde “Cmdlet not supported on this platform”, il PC è in modalità Legacy o non supporta Secure Boot. In Get-Tpm contano TpmPresent e TpmReady, entrambi True. In Get-Disk la colonna Partition Style del disco di sistema deve essere GPT. Per la virtualizzazione aprite Gestione attività, scheda Prestazioni > CPU: la voce Virtualizzazione deve risultare abilitata.
Passo 2: se il disco è MBR, convertirlo in GPT
Secure Boot funziona solo con avvio UEFI, e Windows si avvia in UEFI solo da un disco GPT. Se al passo 1 il disco di sistema è MBR, disattivare CSM nel BIOS renderebbe Windows non avviabile: prima va convertito il disco con MBR2GPT, lo strumento incluso in Windows, che non cancella i dati. Se usate BitLocker, sospendete prima la protezione: Microsoft avverte che dopo la conversione le protezioni esistenti vanno eliminate e ricreate.
Nei comandi che seguono il disco di sistema è il numero 0: controllate in Get-Disk (colonne Number e Partition Style) che sia davvero quello con Windows e sostituite il numero se necessario. Da un prompt dei comandi come amministratore, verificate prima se il disco è convertibile:
mbr2gpt /validate /disk:0 /allowFullOSAttenzione: la conversione modifica la tabella delle partizioni e non si può annullare (lo strumento lo ricorda: “These changes cannot be undone!”). Prima fate un backup dei dati importanti, sospendete BitLocker se attivo e assicuratevi che il PC supporti l’avvio UEFI.
Se la convalida termina con “Validation completed successfully”, convertite:
mbr2gpt /convert /disk:0 /allowFullOS/allowFullOS serve perché per impostazione predefinita lo strumento si usa da Windows PE; da Windows in esecuzione crea una nuova partizione di sistema EFI ricavando spazio da quella di Windows. Le condizioni richieste sono precise: al massimo tre partizioni primarie, nessuna partizione estesa o logica, una partizione attiva di sistema.
Verifica: l’ultima riga deve essere “Conversion completed successfully”, seguita dall’avviso che il firmware va impostato in UEFI prima del riavvio. È proprio così: riavviate ed entrate subito nel BIOS (passo 3). Get-Disk deve ora mostrare GPT.
Passo 3: passare a UEFI e attivare Secure Boot
Entrate nel firmware: da Windows con shutdown /r /fw /t 0, oppure con il tasto della vostra marca (la tabella è in https://hardwarfare.it/guide/tutorial/entrare-bios-uefi-boot-menu-tasti-marca/). Microsoft indica due operazioni: impostare la modalità di avvio su UEFI invece di Legacy/CSM e, se il firmware offre entrambe, lasciare UEFI come prima o unica opzione. Poi si attiva Secure Boot. Esempi dai produttori:
- ASUS: modalità avanzata (Advanced Mode), Boot > Secure Boot, voce OS Type da “Other OS” (Secure Boot spento) a Windows UEFI mode. Su alcuni modelli il menu è sotto Security.
- MSI: dopo aver impostato UEFI, il menu Secure Boot compare (per esempio sulle B550 in Settings > Advanced > Windows OS Configuration); attivatelo.
- Notebook e PC di marca: di solito Security > Secure Boot o Boot > Secure Boot.
Se lo stato di Secure Boot risulta “Setup Mode” o “Not Active” anche con l’opzione attiva, nel firmware non sono caricate le chiavi. Secondo la tabella di ASUS, Secure Boot risulta attivo solo con le chiavi presenti (stato “User”) e OS Type su Windows UEFI mode; senza chiavi lo stato è “Setup”. Sulle schede ASUS si passa Secure Boot Mode da Standard a Custom, si apre Key Management e si caricano le chiavi predefinite (di solito la voce Install Default Secure Boot Keys); altri produttori la chiamano “Restore Factory Keys” o simile.
Salvate con F10 e riavviate.
Verifica: in msinfo32 Stato avvio protetto deve essere Attivato; Confirm-SecureBootUEFI deve restituire True.
Passo 4: attivare il TPM 2.0 (fTPM o PTT)
La maggior parte dei processori recenti ha un TPM integrato nel firmware: si chiama Intel PTT (Platform Trust Technology) sulle piattaforme Intel e AMD fTPM (in alcuni BIOS “AMD CPU fTPM” o “AMD PSP fTPM”) su quelle AMD. Microsoft spiega che l’opzione si trova spesso in un sottomenu chiamato Advanced, Security o Trusted Computing. Su MSI, per esempio: Settings > Security > Trusted Computing, Security Device Support su Enable, poi PTT o AMD CPU fTPM come dispositivo. Le schede madri con un modulo TPM separato hanno anche la scelta tra TPM discreto e firmware: per Windows 11 va bene l’uno o l’altro, purché sia 2.0.
Verifica: in tpm.msc il TPM deve risultare pronto per l’uso con Versione specifica 2.0; in Get-Tpm TpmPresent e TpmReady devono essere True. Il messaggio “Impossibile trovare un TPM compatibile” (Compatible TPM cannot be found) significa che il TPM c’è ma è disattivato nel BIOS, o che il PC non lo ha.
Passo 5: attivare la virtualizzazione
Nel firmware la voce si chiama di solito Intel Virtualization Technology (VT-x) sui sistemi Intel e SVM Mode (AMD-V) su quelli AMD; spesso è nel menu della CPU, sotto Advanced o, nelle schede madri da gaming, nella sezione di overclock. Attivatela e salvate. Microsoft raccomanda di cambiare nel firmware solo ciò che serve. In Windows, se vi servono macchine virtuali o WSL, cercate Attiva o disattiva funzionalità di Windows dal menu Start e spuntate Piattaforma macchina virtuale.
Verifica: in Gestione attività, Prestazioni > CPU, la voce Virtualizzazione deve risultare abilitata.
Passo 6: controllare i certificati Secure Boot 2023
I certificati Microsoft del 2011 su cui si basa Secure Boot sono scaduti tra giugno e ottobre 2026 e vengono sostituiti da quelli del 2023, distribuiti da Windows Update e, dove serve, dagli aggiornamenti firmware dei produttori.
| Certificato in scadenza | Scadenza | Sostituto |
|---|---|---|
| Microsoft Corporation KEK CA 2011 | 24 giugno 2026 | Microsoft Corporation KEK 2K CA 2023 |
| Microsoft UEFI CA 2011 | 27 giugno 2026 | Microsoft UEFI CA 2023 e Microsoft Option ROM UEFI CA 2023 |
| Microsoft Windows Production PCA 2011 | 19 ottobre 2026 | Windows UEFI CA 2023 |
Secondo Microsoft i PC senza i nuovi certificati continuano ad avviarsi e a ricevere gli aggiornamenti normali, ma non possono più ricevere nuove protezioni della fase di avvio (Boot Manager, database e liste di revoca di Secure Boot). Il controllo più semplice è nell’app Sicurezza di Windows > Sicurezza dispositivi > Avvio protetto, che da aprile 2026 mostra uno stato: aggiornato completamente, non ancora aggiornato oppure azione richiesta. Da PowerShell come amministratore, il controllo indicato da Microsoft per il database db è:
[System.Text.Encoding]::ASCII.GetString((Get-SecureBootUEFI db).bytes) -match 'Windows UEFI CA 2023'E, con lo stesso principio, per la chiave KEK:
[System.Text.Encoding]::ASCII.GetString((Get-SecureBootUEFI KEK).bytes) -match 'KEK 2K CA 2023'Verifica: entrambi i comandi devono restituire True. False vuol dire che l’aggiornamento non è ancora arrivato: lasciate lavorare Windows Update e controllate se il produttore del PC o della scheda madre ha pubblicato un BIOS che include i certificati 2023. Se l’app Sicurezza di Windows mostra “azione richiesta”, secondo Microsoft l’aggiornamento non può essere applicato alla configurazione attuale: leggete il messaggio di dettaglio nell’app e controllate se il produttore ha pubblicato un BIOS nuovo (https://hardwarfare.it/gaming/pc-gaming/aggiornare-bios-scheda-madre-guida/).
Se qualcosa va storto
- Dopo aver disattivato CSM il PC dice che non trova un dispositivo di avvio: il disco è ancora MBR. Riattivate CSM, avviate Windows e fate il passo 2.
- mbr2gpt termina con codice 7: il layout del disco non rispetta i requisiti (più di tre partizioni primarie, partizioni estese). Con codice 6 un volume è cifrato: sospendete BitLocker. I dettagli sono nei log
setupact.logesetuperr.login%windir%. - All’avvio compare “Secure Boot Violation”: il firmware rifiuta un bootloader non firmato con le chiavi caricate (per esempio un vecchio strumento su chiavetta o un driver non firmato). Aggiornate lo strumento o disattivate Secure Boot solo per il tempo necessario.
- Confirm-SecureBootUEFI risponde “Unable to set proper privileges. Access was denied.”: PowerShell non è stato aperto come amministratore.
- Il gioco continua a dire che Secure Boot o TPM non sono attivi: verificate con
msinfo32etpm.mscdopo un riavvio completo e controllate nella pagina di supporto del gioco quali requisiti chiede esattamente. - Al riavvio Windows chiede la chiave di ripristino BitLocker: inseritela; succede una volta dopo modifiche a Secure Boot o TPM.
Come tornare indietro
Secure Boot e virtualizzazione si disattivano dallo stesso menu senza conseguenze sui dati (ma Windows 11 e alcuni giochi smetteranno di considerare il PC conforme). Disattivare il TPM con BitLocker attivo, invece, porta alla richiesta della chiave di ripristino: sospendete prima BitLocker. La conversione MBR2GPT non si annulla, come avverte lo strumento stesso durante la conversione: un disco GPT non si avvia più in modalità Legacy, quindi CSM deve restare spento.
Guide collegate
- https://hardwarfare.it/guide/tutorial/entrare-bios-uefi-boot-menu-tasti-marca/: come arrivare al firmware.
- https://hardwarfare.it/ai-software/windows/windows-11-pc-non-supportato-esu-windows-10/: cosa fare se il processore non è supportato anche con TPM e Secure Boot attivi.
- https://hardwarfare.it/ai-software/linux/installare-wsl2-ubuntu-windows-11/: il primo uso della virtualizzazione appena attivata.
La nostra indicazione: controllate oggi lo stato dei certificati 2023 nell’app Sicurezza di Windows, anche se il PC funziona benissimo. È l’unico dei tre punti che non si risolve da solo con un clic nel BIOS e, se il firmware è bloccato, la soluzione passa dal produttore.
Fonti
- Microsoft Support (Windows 11 e Secure Boot)
- Microsoft Support (TPM 2.0)
- Microsoft Support (virtualizzazione)
- Microsoft Support (KB5062710)
- Microsoft Support (stato certificati)
- Microsoft Tech Community
- Microsoft Learn (MBR2GPT)
- Microsoft Learn (Confirm-SecureBootUEFI)
- Microsoft Learn (Get-Tpm)
- ASUS
- MSI
Immagine di copertina: Lenovo N20 Chrome – motherboard – Infineon SLB9655TT12-49890.jpg di Raimond Spekking, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
