Installare Linux Mint 22.3 su un vecchio PC: dalla chiavetta al primo avvio

Un PC che non può passare a Windows 11, o che con Windows 10 arranca, non è da buttare. Linux Mint 22.3 “Zena” è la distribuzione che consigliamo più spesso a chi arriva da Windows: si usa senza terminale, è supportata fino ad aprile 2029 e ha un’edizione pensata per l’hardware datato. Questa guida accompagna dall’ISO al primo avvio, con le accortezze tipiche dei computer di qualche anno fa.

In breve

  • Tempo: circa un’ora, download escluso
  • Difficoltà: facile
  • Cosa serve: PC con processore a 64 bit, chiavetta USB, ISO di Linux Mint 22.3, backup dei dati, connessione a Internet (consigliata durante l’installazione)
  • Da sapere: Mint 22.3 usa il kernel HWE 6.14, che ha problemi con le vecchie schede NVIDIA con driver 470

Versioni: Linux Mint 22.3 “Zena” (base Ubuntu 24.04, kernel 6.14), edizioni Cinnamon, MATE e Xfce. Procedura verificata sulla documentazione ufficiale del progetto Linux Mint al 4 novembre 2026; Mint 23 non è ancora disponibile.

Prima di cominciare: il PC è adatto?

Dal 2007 in poi quasi tutti i processori sono a 64 bit, e da Mint 20 esistono solo ISO a 64 bit: se avviando la chiavetta ottenete un errore immediato, il processore è troppo vecchio. In tutti gli altri casi Mint parte, sia in modalità UEFI sia in BIOS tradizionale: la stessa ISO funziona con entrambe.

La scelta dell’edizione è il primo bivio. La documentazione Mint la descrive così: Cinnamon è la più moderna e completa, MATE è più tradizionale e leggera, Xfce è la più leggera e stabile, con meno funzioni. La nostra regola pratica sui PC datati: con 4 GB di RAM o meno e un disco meccanico partite da Xfce; con 8 GB e un SSD Cinnamon va benissimo. Se il PC ha ancora un hard disk tradizionale, l’aggiornamento più utile che potete fare è un SSD economico: conta più dell’edizione scelta.

Attenzione: l’opzione “Erase disk and install Linux Mint” cancella tutto il disco, Windows compreso. Prima di iniziare copiate su un disco esterno documenti, foto, preferiti del browser e password salvate. Se volete tenere Windows, l’installer offre anche l’installazione affiancata.

1. Scaricare e verificare l’ISO

Dalla pagina di download di linuxmint.com scegliete l’edizione e scaricate l’ISO insieme ai file sha256sum.txt e sha256sum.txt.gpg, dallo stesso mirror. Controllate l’integrità:

sha256sum -b NOME_FILE.iso

Su macOS il comando è shasum -a 256 NOME_FILE.iso, su Windows Get-FileHash NOME_FILE.iso in PowerShell. Il risultato va confrontato con la riga corrispondente di sha256sum.txt. Per l’autenticità importate la chiave di Mint e verificate la firma:

gpg --keyserver hkp://keys.openpgp.org:80 --recv-key 27DEB15644C6B3CF3BD7D291300F846BA25BAE09
gpg --verify sha256sum.txt.gpg sha256sum.txt

Verifica: l’impronta della chiave deve essere 27DE B156 44C6 B3CF 3BD7 D291 300F 846B A25B AE09 e gpg deve dichiarare la firma valida. L’avviso che la chiave non è “fidata” dal vostro computer è previsto.

2. Creare la chiavetta e avviarla

La guida ufficiale indica balenaEtcher su Windows, macOS e Linux, e su Mint il clic destro sull’ISO e “Make Bootable USB Stick”. Funzionano anche Rufus e gli altri strumenti della nostra guida sulla chiavetta avviabile Linux. Inserite la chiavetta, riavviate e premete il tasto del menu di boot che compare all’accensione: i più comuni sono Esc, F1, F2, F8, F10, F11, F12 e Canc. Scegliete la chiavetta e premete Invio sulla prima voce del menu.

Partirete in una sessione live, senza installare nulla sul disco. Usate questi minuti per controllare che Wi-Fi, audio, touchpad e schermo funzionino. Ciò che va nella sessione live, di solito, va anche dopo l’installazione.

Verifica: se all’avvio lo schermo resta nero o si blocca, è quasi sempre la scheda video. Riavviate e scegliete la voce in modalità compatibilità (compatibility mode) nel menu della chiavetta. In alternativa, in modalità EFI evidenziate la voce di avvio, premete e, sostituite quiet splash con nomodeset e premete F10; in modalità BIOS si usa Tab e poi Invio.

3. L’installazione passo per passo

  1. Fate doppio clic su Install Linux Mint sul desktop e scegliete la lingua (Italiano).
  2. Collegatevi a Internet: l’installer potrà scaricare aggiornamenti e codec.
  3. Spuntate la casella per installare i codec multimediali.
  4. Tipo di installazione: Erase disk and install Linux Mint se Mint sarà l’unico sistema; Install Linux Mint alongside (compare solo se c’è già un altro sistema) per tenere Windows; Something else per partizionare a mano.
  5. Fuso orario, layout di tastiera (Italiano) e dati dell’utente. Per nome utente e nome del computer usate solo lettere minuscole.
  6. Al termine, Restart Now e togliete la chiavetta quando richiesto.

Se scegliete “Something else”, la guida Mint consiglia una partizione / in ext4 da circa 100 GB o più e una partizione di swap grande quanto la RAM, utile anche per l’ibernazione. Sulla cifratura il nostro consiglio è prudente: l’opzione di cifratura completa del disco è sconsigliata dalla stessa documentazione ai principianti, in quella fase la tastiera è impostata sul layout statunitense e ci sono problemi con alcuni driver NVIDIA. Per un portatile che esce di casa valutate almeno la cifratura della cartella home, che l’installer propone come opzione separata.

4. I primi dieci minuti dopo l’installazione

Al primo avvio la schermata di benvenuto propone i passaggi principali. Questi sono quelli che non vanno rimandati.

Aggiornamenti

Aprite Gestore aggiornamenti e installate tutto quello che propone. Da terminale l’equivalente è:

sudo apt update
sudo apt upgrade

Driver

Menu, Amministrazione, Driver Manager: spuntate i driver consigliati, applicate e riavviate. Se siete offline, Driver Manager vi chiede di inserire la chiavetta di Mint e usa i pacchetti che contiene.

Snapshot con Timeshift

Prima di qualsiasi esperimento configurate Timeshift: Menu, Amministrazione, Timeshift, scegliete RSYNC, il disco su cui salvare gli snapshot (non viene formattato: crea una cartella timeshift) e la frequenza. Il primo snapshot è grande, i successivi salvano solo le differenze. Timeshift protegge il sistema, non i vostri documenti: per quelli serve un backup separato.

Verifica: in Timeshift deve comparire almeno uno snapshot con data e ora corrette. Senza questo, non installate driver alternativi né programmi da fonti esterne.

Lingua e codec

Se l’interfaccia non è tutta in italiano, Menu, Preferenze, Lingue, Install / Remove Language: se compare l’indicazione che mancano alcuni pacchetti di lingua, selezionate l’italiano e installateli, così arrivano anche dizionari e sillabazione per LibreOffice. Se non avete spuntato i codec durante l’installazione: Menu, Audio e video, Install Multimedia Codecs.

Se qualcosa va storto

Vecchia NVIDIA: blocchi all’avvio o niente accelerazione

È il caso più tipico dei PC datati. Le note di rilascio di Mint 22.3 spiegano che il kernel HWE 6.14 ha problemi con le schede NVIDIA che usano il driver 470, non più supportato da NVIDIA e incompatibile con i kernel recenti. La soluzione indicata dal progetto: installare Mint 22.1, che usa il kernel 6.8, e poi aggiornare a 22.3 senza passare al kernel HWE. Per le NVIDIA più recenti, invece, Driver Manager seguito da un riavvio di solito basta. Come opzione di avvio di emergenza, al posto di nomodeset si può provare nouveau.noaccel=1.

“Secure Boot Violation” dopo l’installazione

La guida Mint indica due strade: reinstallare senza spuntare l’opzione per il software di terze parti (driver grafici, Wi-Fi, codec), oppure disattivare Secure Boot nel firmware.

Il PC avvia Windows, il menu di Mint non compare

Avviate Mint dalla chiavetta in modalità live, aprite un terminale e controllate l’ordine di avvio. La voce EFI di Mint si chiama ubuntu:

sudo efibootmgr
sudo efibootmgr --bootorder NUMERO_UBUNTU,NUMERO_WINDOWS

Mint in VirtualBox va a scatti

Per provarlo in macchina virtuale prima di installarlo, le note di rilascio consigliano il controller grafico VMSVGA, 128 MB di memoria video, accelerazione 3D disattivata e Nested Paging attivo.

Come tornare indietro

Se un aggiornamento o un driver rompe qualcosa, Timeshift ripristina lo snapshot precedente; per questo conviene creare il primo snapshot subito dopo l’installazione. Se avete installato Mint accanto a Windows e volete tornare al solo Windows, seguite la guida su come rimuovere Linux dal dual boot; se avete cancellato il disco, la strada è una installazione pulita di Windows, sempre che il PC rispetti i requisiti.

Per chi lascia Windows 10

Mint non è l’unica opzione: gli aggiornamenti di sicurezza estesi di Windows 10 per i privati arrivano fino al 12 ottobre 2027, come spieghiamo nell’articolo sull’ESU gratuito di Windows 10. La nostra lettura: chi usa il PC soprattutto per browser, posta, documenti e streaming si trova bene con Mint già oggi, e guadagna un sistema supportato fino al 2029 su un hardware che Microsoft considera finito. Chi dipende da software solo Windows, come alcuni gestionali, programmi di contabilità o giochi con anti-cheat, faccia prima una prova completa in sessione live o in dual boot.

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Redazione HardWarfare
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