Il 23 ottobre 2026 CISA ha inserito nel catalogo delle vulnerabilità sfruttate la CVE-2026-110447, che colpisce l’app opzionale “Collabora Online – Built-in CODE Server” per Nextcloud. Una richiesta al file proxy.php dell’app può far eseguire comandi di sistema come utente del server web, senza autenticazione. La correzione esiste dall’11 settembre, ma l’avviso e la CVE sono arrivati solo il 14 ottobre, quando gli attacchi erano in corso da settimane.
In breve
- Chi è colpito: Nextcloud con l’app richdocumentscode precedente alla 26.4.303. Non colpiti Collabora Online standalone e le installazioni Collabora in Docker o da pacchetti RPM/DEB.
- Gravità: critica, CVSS v4.0 9,2 secondo gli avvisi pubblicati.
- Sfruttata: sì, da metà settembre secondo gli amministratori colpiti; catalogo CISA KEV dal 23 ottobre.
- Cosa fare: aggiornare l’app alla 26.4.303 o successiva oppure rimuoverla; disattivarla non basta.
Una condizione precisa, che però capita spesso
L’attacco funziona solo quando il server CODE integrato non è in esecuzione: dopo un riavvio del container, un aggiornamento o un crash. Sono momenti frequenti nella vita di un’istanza. L’avviso di Collabora precisa che non è lo stesso percorso della CVE-2025-66208 e che la correzione di quella falla non protegge da questa. Le istanze con Nextcloud 29 o precedenti, fuori supporto, devono aggiornare Nextcloud o rimuovere l’app.
| Configurazione | Colpita |
|---|---|
| App richdocumentscode (Built-in CODE Server) fino alla 26.4.302 | sì |
| Solo app richdocuments, con server Collabora separato | no |
| Collabora in Docker o da pacchetti della distribuzione | no |
| Collabora in hosting presso un fornitore | no |
Cosa hanno fatto gli attaccanti
Secondo le segnalazioni raccolte da BleepingComputer, i primi attacchi risalgono al 10 settembre. Gli attaccanti hanno piazzato webshell PHP e le hanno usate per cercare database di password, file di password manager e portafogli di criptovalute. Nel forum della comunità Nextcloud un amministratore ha documentato un file estraneo nella cartella dell’app (nel suo caso Nx_33143.php) segnalato dal controllo di integrità. Alcuni utenti hanno parlato di gruppi ransomware, ma BleepingComputer non ha potuto confermarlo. Nextcloud ha detto alla testata di non aver osservato uno sfruttamento diffuso e ha giustificato il ritardo dell’avviso con il tempo lasciato agli utenti per aggiornare; Collabora lo attribuisce agli arretrati nell’assegnazione delle CVE.
Cosa fare subito
- Controllate se l’app è installata e quale versione avete: dall’interfaccia (Applicazioni, sezione Office & text) o da riga di comando, dalla cartella di Nextcloud e come utente del server web.
- Aggiornate l’app alla 26.4.303 o successiva. Se non la usate, rimuovetela: disattivarla lascia il file vulnerabile al suo posto.
- Lanciate il controllo di integrità dell’app e cercate file
.phpestranei nella sua cartella e nella webroot. - Se trovate file sospetti, trattate il server come compromesso: cambiate le credenziali conservate sul server (database, SMTP, storage esterni) e quelle degli utenti, e valutate la reinstallazione.
sudo -u www-data php occ app:list | grep richdocumentscode
sudo -u www-data php occ app:update richdocumentscode
sudo -u www-data php occ app:remove richdocumentscode
sudo -u www-data php occ integrity:check-app richdocumentscode
find apps/richdocumentscode -type f -name '*.php' -newer config/config.phpSu alcune distribuzioni l’utente del server web non si chiama www-data (per esempio apache): adattate il comando.
Verifica: occ app:list deve mostrare richdocumentscode alla 26.4.303 o successiva, oppure non mostrarla affatto; integrity:check-app non deve segnalare file extra.
La nostra lettura
Nextcloud è molto diffuso in Italia tra scuole, enti locali e PMI che cercano un’alternativa ai cloud statunitensi, spesso in installazioni curate da una sola persona. La lezione qui riguarda il processo: una patch silenziosa senza CVE non compare negli scanner né nei bollettini, e per un mese chi non leggeva il forum non aveva modo di sapere. Se gestite un’istanza, l’app integrata è comoda per provare, ma in produzione un server Collabora separato è la scelta più solida. Nextcloud gira su PHP: verificate anche le patch per https://hardwarfare.it/sicurezza-informatica/vulnerabilita-patch/php2shell-falle-php-sfruttate-siti-pa-italiana/. Altre allerte in https://hardwarfare.it/category/sicurezza-informatica/vulnerabilita-patch/.
Fonti
- Collabora (GitHub Security Advisory)
- Nextcloud Community
- CISA KEV (voce del 23 ottobre 2026)
- BleepingComputer
Immagine di copertina: It-sa 2017 (10) nextcloud.jpg di Ordercrazy, licenza CC0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
