Le schede GeForce funzionano su Linux anche senza driver proprietari, grazie a nouveau, ma per giocare, usare CUDA o semplicemente avere un desktop fluido serve il driver di NVIDIA. Su Ubuntu 26.04 l’installazione è quasi automatica; su Fedora 45, uscita il 3 novembre 2026, passa dal repository RPM Fusion. In entrambi i casi Secure Boot può restare acceso, a patto di sapere quando serve firmare il modulo e iscrivere una chiave MOK.
In breve
- Tempo: 15 minuti su Ubuntu, 30 su Fedora (compilazione del modulo compresa)
- Difficoltà: facile su Ubuntu, media su Fedora
- Cosa serve: una GeForce, Quadro o RTX, connessione a Internet, accesso al firmware per controllare Secure Boot, una password da ricordare per la chiave MOK
- Regola d’oro: mai mescolare i pacchetti della distribuzione con l’installer .run del sito NVIDIA
Versioni: Ubuntu 26.04.1 LTS (driver nell’archivio fino al ramo 615), Fedora Linux 45 con RPM Fusion. Procedura verificata sulla documentazione ufficiale di Canonical e RPM Fusion al 4 novembre 2026; non l’abbiamo eseguita in laboratorio.
Attenzione: un driver grafico installato male può lasciarvi davanti a uno schermo nero. Prima di iniziare create uno snapshot del sistema (Timeshift su Ubuntu) e annotate come raggiungere una console testuale dal vostro PC. Su Fedora, il menu GRUB vi permette di avviare il kernel precedente.
Prima di cominciare: identificare la scheda e Secure Boot
lspci | grep -e VGA
mokutil --sb-stateIl primo comando mostra la scheda video; se una NVIDIA compare solo cercando 3D invece di VGA, avete un portatile ibrido (Optimus), che RPM Fusion tratta in una guida separata. Il secondo dice se Secure Boot è attivo. Conta la generazione della GPU: le schede Turing (GeForce 16 e RTX 20) e successive possono usare il modulo kernel open di NVIDIA, le più vecchie no.
Ubuntu 26.04: i driver precompilati e firmati
Il punto chiave, spesso ignorato: su Ubuntu i driver installati con ubuntu-drivers o con l’app Additional Drivers sono moduli precompilati e firmati da Canonical, che funzionano con Secure Boot attivo senza iscrivere nessuna chiave. Aggiornate il sistema e riavviate, poi:
sudo apt update && sudo apt upgrade
sudo ubuntu-drivers list
sudo ubuntu-drivers installIl secondo comando elenca i driver disponibili, il terzo installa quello più adatto. Per un ramo preciso si indica il numero, per esempio sudo ubuntu-drivers install nvidia:595. Nell’archivio di Ubuntu 26.04 i pacchetti nvidia-driver arrivano fino al ramo 615, ciascuno anche in variante -open con il modulo kernel open. NVIDIA distribuisce i driver su tre rami: Production Branch (consigliato, supporto di un anno), New Feature Branch (per giochi e API CUDA più recenti) e Long Term Support Branch (tre anni, per ambienti aziendali). Per sapere a quale appartiene un pacchetto:
apt show nvidia-driver-NUMERO_RAMO | grep ^SupportUn valore PB indica la Production Branch. Riavviate al termine.
Verifica: dopo il riavvio lanciate cat /proc/driver/nvidia/version e nvidia-smi: devono mostrare la versione del driver e la vostra scheda. lsmod | grep nouveau non deve restituire nulla. Nell’app Additional Drivers, sotto “NVIDIA Corporation”, il driver selezionato non deve più essere nouveau.
Quando serve la chiave MOK su Ubuntu
Solo se usate i moduli DKMS, cioè compilati sul vostro PC: succede con kernel personalizzati o quando per il vostro kernel non esiste il modulo precompilato. Canonical precisa che i moduli DKMS non sono firmati con la sua chiave. Secondo Canonical, l’installazione del pacchetto DKMS può guidarvi nella creazione e nell’iscrizione di una nuova chiave per Secure Boot (MOK): di solito vi viene chiesta una password e al riavvio compare la schermata blu di MokManager, dove si sceglie Enroll MOK, si conferma e si inserisce la stessa password. DKMS ricompila poi il modulo per i nuovi kernel. I comandi per il percorso DKMS sono:
sudo apt install linux-headers-$(uname -r)
sudo ubuntu-drivers install --include-dkmsFedora 45: RPM Fusion, firma e akmod
Fedora non distribuisce driver proprietari: servono i repository RPM Fusion free e nonfree.
sudo dnf install https://mirrors.rpmfusion.org/free/fedora/rpmfusion-free-release-$(rpm -E %fedora).noarch.rpm https://mirrors.rpmfusion.org/nonfree/fedora/rpmfusion-nonfree-release-$(rpm -E %fedora).noarch.rpm
sudo dnf update -yRiavviate se l’aggiornamento ha installato un nuovo kernel. Con Fedora 45 appena uscita, controllate che dnf non segnali errori sui repository di RPM Fusion: al momento della nostra verifica la pagina di configurazione elencava Fedora 43, 44 e il ramo che diventa la 45.
Prima la chiave, poi il driver
RPM Fusion è esplicito: con Secure Boot attivo bisogna firmare il modulo prima di installarlo, altrimenti il driver viene disattivato e si finisce su uno schermo nero. La chiave si crea e si mette in coda per l’iscrizione così:
sudo dnf install kmodtool akmods mokutil openssl
sudo kmodgenca -a
sudo mokutil --import /etc/pki/akmods/certs/public_key.der
systemctl rebootmokutil --import chiede una password temporanea. Al riavvio, nella schermata di gestione MOK: Enroll MOK, Continue, Yes, quindi la password. Attenzione al dettaglio che fa sbagliare molti utenti italiani: in quella schermata la tastiera è mappata come QWERTY statunitense. Le lettere sono nella stessa posizione della tastiera italiana, ma numeri con simboli, accenti e punteggiatura no. Scegliete una password fatta solo di lettere minuscole e cifre.
Verifica: dopo il riavvio, mokutil --list-enrolled deve elencare anche la chiave generata da akmods, oltre a quelle del produttore.
Installare il driver
sudo dnf install akmod-nvidia
sudo dnf install xorg-x11-drv-nvidia-cudaIl secondo pacchetto è facoltativo e serve per CUDA; per la codifica e decodifica video hardware (NVENC/NVDEC) RPM Fusion indica anche xorg-x11-drv-nvidia-cuda-libs. Per le schede Turing e successive RPM Fusion usa per impostazione predefinita il modulo open. Le serie più vecchie hanno pacchetti dedicati: GTX 800, 900 e 10 (Maxwell e Pascal) usano akmod-nvidia-580xx con xorg-x11-drv-nvidia-580xx, le GeForce 600 e 700 (Kepler) la serie 470xx, ormai a fine vita.
Ora non riavviate subito: akmod compila il modulo in background e può impiegare fino a 5 minuti.
Verifica: modinfo -F version nvidia deve restituire il numero di versione del driver. Se risponde che il modulo non esiste, la compilazione non è finita o è fallita: aspettate e ripetete. Solo allora riavviate; poi lsmod | grep nouveau non deve stampare nulla.
Un’ultima protezione utile: dnf autoremove può rimuovere akmod-nvidia. Per evitarlo, con DNF 5:
sudo dnf mark user akmod-nvidiaWayland e modesetting
RPM Fusion ricorda che il kernel modesetting del driver è attivo di default e sconsiglia di aggiungere a mano nvidia-drm.modeset=1, un consiglio che circola ancora in molte guide datate. Se un problema di visualizzazione richiede di disattivarlo per una prova: sudo grubby --update-kernel=ALL --args='nvidia-drm.modeset=0'.
Se qualcosa va storto
Schermo nero dopo l’installazione con Secure Boot attivo
Il modulo non è firmato o la chiave non è stata iscritta. Su Fedora ripetete la sezione sulla chiave; su Ubuntu verificate di usare i driver precompilati da ubuntu-drivers e non DKMS. Come ripiego temporaneo potete disattivare Secure Boot dal firmware, come spieghiamo nella guida su Secure Boot, TPM e virtualizzazione, ma non è la soluzione.
Schermo nero dopo un aggiornamento del kernel (Fedora)
Quasi sempre akmod non ha ancora compilato il modulo per il nuovo kernel. Riavviate scegliendo il kernel precedente dal menu GRUB, controllate con modinfo -F version nvidia -k VERSIONE_KERNEL e riavviate sul nuovo solo quando il modulo esiste. Dopo un aggiornamento del firmware UEFI, RPM Fusion indica di ripetere mokutil --import.
“Failed to initialize NVML: Driver/library version mismatch”
Le librerie sono state aggiornate ma è ancora caricato il modulo vecchio. Di solito basta riavviare; se il messaggio resta, cercate “API mismatch” in sudo dmesg.
“No devices were found” con nvidia-smi
Probabilmente è ancora caricato nouveau. Controllate con lsmod | grep nouveau e, su Ubuntu, bloccatelo e rigenerate l’initramfs:
echo "blacklist nouveau" | sudo tee /etc/modprobe.d/disable-nouveau.conf
echo "options nouveau modeset=0" | sudo tee -a /etc/modprobe.d/disable-nouveau.conf
sudo update-initramfs -uPoi riavviate.
Avete usato l’installer .run di NVIDIA
È una delle cause più frequenti di sistemi rotti: Canonical avverte che i driver installati da fonti diverse dai suoi canali possono sovrascrivere quelli di Ubuntu e compromettere Secure Boot. RPM Fusion ha una procedura apposita per ripulire il sistema dai file del .run e reinstallare i pacchetti di Fedora.
Come tornare indietro
Su Ubuntu, per rimuovere un ramo installato e tornare a nouveau:
sudo apt --purge remove '*nvidia*NUMERO_RAMO*'
sudo apt autoremoveSu Fedora, RPM Fusion indica un solo comando, che rimuove il driver e le dipendenze collegate senza toccare ciò che serve a nouveau:
sudo dnf remove xorg-x11-drv-nvidia*In entrambi i casi riavviate. Se avete uno snapshot Timeshift precedente, ripristinarlo è ancora più rapido.
La nostra lettura
Nel 2026 la frase “su Linux con NVIDIA bisogna spegnere Secure Boot” è falsa: su Ubuntu basta ubuntu-drivers, su Fedora servono cinque minuti per la chiave MOK. Il vero rischio resta l’installer del sito NVIDIA, da evitare. Con il driver a posto, il passo successivo per molti è il gioco: lo trattiamo nella guida su Steam, Proton e le distro da gioco; per il resto della configurazione c’è la lista di cosa fare dopo aver installato Ubuntu 26.04.
Fonti
- Ubuntu Desktop documentation – Install NVIDIA drivers
- Ubuntu Desktop documentation – NVIDIA DKMS
- Ubuntu Desktop documentation – Troubleshoot NVIDIA
- Ubuntu Security documentation – Secure Boot
- RPM Fusion – NVIDIA
- RPM Fusion – Secure Boot
- RPM Fusion – Configuration
- Ubuntu Packages – resolute
Immagine di copertina: MSI GeForce RTX 3070 VENTUS 3X OC.jpg di TheStriker, licenza CC BY 4.0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
