Windows 10 è fuori supporto dal 14 ottobre 2025, ma per i privati Microsoft ha esteso il programma ESU (Extended Security Updates) fino al 12 ottobre 2027. Chi ha ancora un PC con Windows 10 ha quindi tre strade: iscriversi all’ESU e restare dove è, passare a Windows 11 (in modo ufficiale se il PC è compatibile, forzando i requisiti se non lo è) oppure cambiare sistema. In questa guida vi aiutiamo a scegliere con tre domande, a verificare i requisiti con i comandi giusti e a capire cosa si rischia davvero.
In breve
- Tempo: 10 minuti per la diagnosi, 15 per l’iscrizione all’ESU, 1–2 ore per un passaggio a Windows 11.
- Difficoltà: facile per l’ESU, media per Windows 11 su PC non supportato.
- Cosa serve: Windows 10 versione 22H2 aggiornato, un account Microsoft con diritti di amministratore, un backup dei dati; per Windows 11 una chiavetta da almeno 8 GB.
Versioni: Windows 10 22H2, Windows 11 26H2, Rufus 4.15. Le informazioni sono verificate sulla documentazione ufficiale Microsoft al 4 novembre 2026.
Le tre domande che decidono
- Il PC soddisfa i requisiti di Windows 11? Se sì, aggiornate in modo ufficiale: è gratis e non ha controindicazioni. Se no, passate alla domanda 2.
- Vi bastano gli aggiornamenti di sicurezza fino a ottobre 2027? Se state pensando di cambiare PC entro un anno, l’ESU è la scelta più sicura e reversibile. Se il PC deve durare più a lungo, passate alla domanda 3.
- Usate programmi che esistono solo per Windows? Se sì, Windows 11 su hardware non supportato è un’opzione, accettandone i limiti. Se no, valutate seriamente Linux: la guida per installare Linux Mint su un vecchio PC parte proprio da chi lascia Windows 10.
Prerequisiti e backup
Attenzione: qualunque passaggio di sistema, ufficiale o no, va preceduto da un backup completo dei dati su un disco esterno. Su un PC non supportato l’installazione può interrompersi o lasciare dispositivi senza driver.
1. Verificate i requisiti di Windows 11
I requisiti minimi ufficiali sono: processore a 64 bit compatibile da almeno 1 GHz con due o più core, 4 GB di RAM, 64 GB di spazio, firmware UEFI con supporto Secure Boot, TPM versione 2.0, scheda video compatibile DirectX 12 con driver WDDM 2.0, schermo da almeno 9 pollici a 720p. Windows 11 Home richiede inoltre connessione a Internet e account Microsoft alla prima configurazione. La compatibilità del processore si controlla sull’elenco ufficiale dei processori supportati; gli altri requisiti si verificano in pochi secondi da PowerShell aperto come amministratore.
Il TPM:
Get-TpmSe TpmPresent è False, il chip non c’è o è disattivato nel BIOS (sui desktop si chiama spesso fTPM su AMD e PTT su Intel). Per la versione premete Windows+R, digitate tpm.msc e, in Informazioni produttore TPM (TPM Manufacturer Information), controllate che la Specification Version sia 2.0. Se la console mostra “Compatible TPM cannot be found”, il TPM è probabilmente disattivato nel firmware.
Secure Boot:
Confirm-SecureBootUEFIVerifica: True significa Secure Boot attivo, False che il PC lo supporta ma è disattivato (si attiva dal BIOS, vedi la guida su Secure Boot e TPM). Il messaggio Cmdlet not supported on this platform indica un PC avviato in modalità BIOS legacy: Windows 11 richiede UEFI. Se leggete Unable to set proper privileges. Access was denied., PowerShell non è aperto come amministratore.
Molti PC “incompatibili” lo sono solo perché TPM e Secure Boot sono spenti nel firmware: vale la pena controllare prima di arrendersi.
2. Strada A: iscrizione all’ESU fino al 12 ottobre 2027
Secondo la pagina ufficiale Microsoft, l’ESU per i privati richiede:
- Windows 10 versione 22H2 (Home, Pro, Pro Education o Workstations) con gli ultimi aggiornamenti e il pacchetto di preparazione delle licenze KB5126256;
- un account Microsoft con diritti di amministratore sul PC, che non sia un account per bambini;
- un PC non aggiunto a un dominio Active Directory e non gestito da una soluzione MDM (i dispositivi solo registrati in Microsoft Entra restano idonei).
Le opzioni di iscrizione sono tre: gratuita sincronizzando le impostazioni del PC, riscattando 1.000 punti Microsoft Rewards, oppure con un pagamento una tantum di 30 dollari (o l’equivalente locale, più tasse). Una licenza copre fino a 10 dispositivi. Microsoft avverte che opzioni e tempi possono variare per area geografica, e lo Spazio economico europeo è il caso principale: secondo le FAQ Microsoft riportate da Windows Central, nello SEE l’iscrizione gratuita richiede l’accesso con un account Microsoft senza l’obbligo di sincronizzare le impostazioni, ma bisogna accedere con quell’account almeno una volta ogni 60 giorni: altrimenti gli aggiornamenti ESU si interrompono e occorre iscriversi di nuovo. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo sull’estensione dell’ESU al 2027.
Per iscrivervi: Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update e il pulsante di iscrizione (“Enroll now” nella versione inglese). Le condizioni effettive per il vostro account le mostra la procedura stessa.
Verifica: dopo l’iscrizione la pagina di Windows Update deve indicare che il PC è iscritto agli aggiornamenti di sicurezza estesi. Al Patch Tuesday successivo controllate nella cronologia degli aggiornamenti che sia arrivato l’aggiornamento cumulativo del mese.
3. Strada B: Windows 11 su un PC compatibile
Se i controlli del punto 1 sono tutti positivi, l’aggiornamento è ufficiale e gratuito. Per un passaggio diretto Microsoft richiede Windows 10 versione 2004 o successiva con l’aggiornamento di sicurezza del 14 settembre 2021 o successivo. Lo ricevete da Windows Update o con l’Assistente all’installazione di Windows 11 dalla pagina di download Microsoft. Oggi arriverete direttamente alla versione 26H2, supportata fino al 10 ottobre 2028 per Home e Pro, come abbiamo spiegato nell’articolo sull’uscita di 26H2.
4. Strada C: Windows 11 su un PC non supportato
Microsoft pubblica una pagina dedicata ai PC che non soddisfano i requisiti, e le condizioni vanno lette per intero prima di decidere:
- il PC “non sarà più supportato” e non avrà diritto a ricevere aggiornamenti; Microsoft aggiunge che non sono garantiti gli aggiornamenti, compresi quelli di sicurezza;
- i danni dovuti a incompatibilità non sono coperti dalla garanzia del produttore;
- sul desktop compare una filigrana e può comparire una notifica nelle Impostazioni.
In pratica, chi usa questa strada scambia un sistema supportato fino al 2027 (Windows 10 con ESU) con uno più recente ma senza garanzie sugli aggiornamenti. Per noi ha senso solo su PC secondari o quando un programma richiede davvero Windows 11.
Se decidete di procedere, il metodo più controllabile è un’installazione da chiavetta creata con Rufus attivando l’opzione Rimuovi requisiti per 4GB+ RAM, Secure Boot e TPM 2.0. Tutti i passaggi sono nella guida alla chiavetta avviabile di Windows 11. Rufus stesso consiglia di lasciare l’opzione attiva anche se il PC ha TPM o RAM sufficienti, perché si limita a ignorare i controlli in fase di installazione.
Verifica: dopo l’installazione controllate in Impostazioni > Sistema > Attivazione che Windows risulti attivato e in Windows Update che gli aggiornamenti mensili vengano proposti. Tenete d’occhio ogni Patch Tuesday: su un PC non supportato è il primo segnale da sorvegliare.
Se qualcosa va storto
- Il pulsante di iscrizione all’ESU non compare: verificate di essere su Windows 10 22H2 con tutti gli aggiornamenti, di aver effettuato l’accesso con un account Microsoft amministratore e che il PC non sia gestito da un’organizzazione.
- Gli aggiornamenti ESU si sono interrotti: nello SEE succede se non accedete con l’account Microsoft almeno una volta ogni 60 giorni. Accedete di nuovo con lo stesso account e ripetete l’iscrizione.
Get-TpmdiceTpmPresent : Falsesu un PC recente: il TPM firmware è spento nel BIOS. Attivatelo e ripetete il controllo prima di considerare il PC non supportato.- L’installazione di Windows 11 da chiavetta Rufus non parte: spesso il PC è in modalità BIOS legacy e la chiavetta è stata creata per UEFI. Ricreatela con schema e destinazione coerenti con il firmware.
Come tornare indietro
Dopo un aggiornamento a Windows 11, l’opzione per tornare a Windows 10 è disponibile per 10 giorni; poi i file necessari vengono rimossi. Se avete fatto un’installazione pulita non c’è nulla da annullare: si torna indietro solo reinstallando Windows 10 e ripristinando il backup. L’ESU, invece, non modifica il sistema: se cambiate idea potete passare a Windows 11 o a Linux in qualsiasi momento prima del 12 ottobre 2027.
Fonti
- Microsoft (Windows 10 ESU)
- Microsoft Learn (requisiti Windows 11)
- Microsoft Support (PC che non soddisfano i requisiti)
- Microsoft Learn (Confirm-SecureBootUEFI)
- Microsoft Learn (Get-Tpm)
- Windows Central (ESU nello SEE)
Immagine di copertina: HP Laptop at Best Buy Edmonton 2020.jpg di Rowanswiki, licenza CC0, via Wikimedia Commons; elaborazione grafica HardWarfare.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come usiamo l'AI · Come lavoriamo
